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Spotify ha iniziato a testare gli NFT sui profilo degli artisti

E' arrivata l'ammissione ufficiale del test, solo poche ore prima anticipato da diverse testate online: Spotify ha incominciato a testare, negli USA, sul client Android, la funzione che permetterà agli artisti di vendere i propri NFT ospitati altrove.

Software e App
Pubblicato il 17 maggio 2022, alle ore 00:36

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Spotify ha iniziato a testare gli NFT sui profilo degli artisti

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Sono sempre di più le grandi realtà hi-tech che si stanno lanciando nel segmento degli NFT, non fungible token. Non molto tempo fa, è stata Instagram a testarne l’implementazione, permettendo alle persone di convididere, nei messaggi, nel feed, e nelle Storie, gli NFT creati o comprati. Ora, a quanto pare, tocca a Spotify cimentarsi in questo campo con un impegno che, in futuro, potrebbe anche serbare maggiori sorprese.

Secondo quanto ha reso noto la rivista digitale Music Ally, e poi riportato anche da TechCrunch e The Verge, diversi utenti negli USA, dopo aver aggiornato la loro versione di Spotify per Android, hanno notato che il noto streaming di verde vestito permetteva ad alcuni dei propri artisti, tra cui The Wombats e Steve Aoki, di vendere le proprie “offerte di NFT di terze parti“.

Nello specifico, dando un’occhiata nella pagina degli artisti coinvolti nel test, si è potuto notare come, appena sotto l’intestazione dell’artista e l’elenco dei suoi brani, era collocata una galleria scorrevole di miniature di NFT, cliccando su ciascuna delle quali si apriva un’anteprima ingrandita ed era possibile leggerne qualche dettaglio in più, per poi, tramite un link esterno, essere portati sul market di OpenSea per comprare eventualmente l’NFT oggetto del proprio interesse.

Le testate riportate quali fonti precisano che, nel test varato da Spotify, quest’ultima non trattiene alcuna commissione agli artisti per la vendita degli NFT, che vengono supportati solo in forma di immagini statiche (anche se l’NFT reale è animato in forma di GIF o video) e senza musica, con la conseguenza che, se l’utente intende guardare il vero NFT di riferimento con tanto di musica e animazione, dovrà farlo sulla pagina di destinazione presso OpenSea. 

Interpellata in merito sulla questione, Spotify ha detto di condurre spesso esperimenti con lo scopo di migliorare la connessione tra artisti e fan, sia dentro che fuori dalla piattaforma, precisando che non tutti i test poi si traducono in nuove funzioni, mentre molto spesso capita che vengano solo usati per apprendere qualcosa in più. Nel caso specifico, però, è lecito pensare che nel team del CEO Daniel Ek stiano ragionando non poco su questo genere di beni digitali, avendo spedito ad alcuni utenti un sondaggio via email, in cui si chiedeva di esprimere le proprie opinioni (invero non del tutto positive, secondo alcuni commenti pubblicati su Twitter) in merito proprio agli NFT (es. quanto sarebbero disposti a spendere, dove vorrebbero collocare l’NFT, etc). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Per ora si tratta di un test molto embrionale, e lo tesso Spotify ha ammesso di averlo varato un po' per capire come gli utenti avrebbero preso questa novità, e se la stessa avrebbe potuto aprire la strada a un'implementazione più ampia. Probabilmente, le idee in merito ci sono, ma l'azienda vuol muoversi con i piedi di piombo, per non introdurre qualcosa che poi si troverebbe a togliere per scarso utilizzo.

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