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Skype testa la condivisione del display in mobilità, Linkedin introduce le Reazioni come Facebook

Microsoft ha inaugurato una due giorni di novità importanti per le sue principali realtà professional, con Skype intenta a testare la condivisione del display su smartphone e tablet, e Linkedin impegnata nel roll-out delle Reazioni in stile social network.

Software e App
Pubblicato il 15 aprile 2019, alle ore 19:48

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Skype testa la condivisione del display in mobilità, Linkedin introduce le Reazioni come Facebook

Giorni di grandi novità software, quelli in corso, per le principali piattaforme del gruppo Microsoft, con Redmond impegnata a sperimentare la condivisione dello schermo sulle versioni mobili di Skype, ed il suo social professionale – Linkedin – che, invece, integra stabilmente le Reactions.

Principiando dalle novità ancora in prova, il portale The Verge ha rendicontato di una funzione apparsa nel canale Insider di Skype, destinata agli utenti di Android (via Beta) ed a quelli di iOS (via Test Flight): la primizia, suscettibile di sbarcare in una release stabile in caso di riscontri e gradimenti positivi, riguarda la condivisione dello schermo, già possibile in Skype desktop per PC.

In pratica, a videochiamata avviata, basterà tippare l’icona dei 3 puntini a sandwitch, poi quella dei due display sovrapposti e, infine, la voce “Start Broadcast” (avvia la trasmissione): da quel momento, tutto quello che il mittente farà sul display del proprio telefonino sarà visibile (interrompibile in qualsivoglia momento) al destinatario che, quindi, potrà imparare dal primo come si usa un’app (come in un tutorial), a risolvere determinati problemi o difficoltà (in ottica assistenza remota), a condividerne i gusti in fatto di shopping, o a visionarne una presentazione PowerPoint in tempo reale (magari all’interno di una conference call, ora possibile con 50 utenti in simultanea).

Anche il social network “professionale” di Microsoft, Linkedin, ha annoverato una novità, data come attualmente in roll-out (con la messa a regime globale che sarà ultimata nelle settimane a seguire) anche nei suoi client applicativi: in questo caso si tratta di un’ulteriore (dopo le Storie) tappa di avvicinamento al concetto di social network tout court, rappesentata dall’integrazione delle Reactions, già avvistate a Novembre dalla puntualissima Jane Manchun Wong.

Le Reazioni, per ora con nomi in inglese, nate a seguito della richiesta degli utenti, adeguatamente studiate da Redmond che ne ha controllato l’universale comprensione, sono – oltre al consueto Like – quattro, e cioè celebrate (per congratularsi su un traguardo raggiunto), love (per esprimere profondo supporto), insightful (nel caso si reputi un contributo interessante), e curious (per esprimere il desiderio di saperne di più, ottenendo in merito maggiori dettagli). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Sinceramente, e mi conforta il non essere il solo a pensarlo, sono alquanto perplesso dalla piega che Linkedin sta prendendo: sembra sempre più un social network à la Facebook mentre, in verità, dovrebbe mantenersi sobrio ed essenziale. Le Reactions, per quanto mirate siano, sono un plus superfluo mentre, invece, le Storie potrebbero avere un senso, come video-intervista a sé stessi, o per promozionare dei servizi/prodotti. Diverso è il discorso di Skype, presente anche in mobilità su smartphone e tablet: in questo caso, con la condivisione del display, si tratta di assicurare a tutti un'esperienza d'uso uniforme.

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