Netflix amplia ancora una volta i confini della propria offerta e compie un passo deciso verso il mondo dei video podcast, un segmento in forte espansione che negli ultimi anni ha attirato creator, piattaforme e inserzionisti. La società ha annunciato l’arrivo dei suoi primi due show originali pensati fin dall’inizio per questo formato ibrido, a metà strada tra intrattenimento televisivo e conversazione libera, confermando la volontà di intercettare nuove abitudini di consumo e di rafforzare il tempo trascorso dagli utenti sulla piattaforma.
Il debutto sarà imminente. Il primo titolo a raggiungere il catalogo Netflix è “A The White House with Michael Irvin”, disponibile a partire dal 19 gennaio. A guidarlo è Michael Irvin, ex stella della NFL e oggi volto noto del commento sportivo statunitense, affiancato da diversi co-conduttori, tra cui Brandon Marshall, anch’egli ex giocatore e produttore del progetto. Il format è chiaramente orientato allo sport, con analisi delle partite, notizie di attualità e conversazioni dirette, pensate per un pubblico che cerca un racconto meno ingessato rispetto ai classici programmi televisivi. Netflix promette un tono autentico e diretto, senza limiti prestabiliti sugli argomenti, e una cadenza sostenuta, con due episodi a settimana.
Pochi giorni dopo, il 30 gennaio, toccherà a “The Pete Davidson Show”, il secondo video podcast originale della piattaforma. In questo caso il focus si sposta decisamente sull’intrattenimento e sulla conversazione informale. Pete Davidson, ex volto del Saturday Night Live, sarà il protagonista di uno show che punta tutto sulla spontaneità, sull’ironia e su dialoghi senza filtri. Gran parte delle puntate verranno registrate nel garage dello stesso Davidson, un dettaglio che sottolinea l’intenzione di mantenere un’atmosfera volutamente informale e lontana dagli standard produttivi più rigidi.
Non mancheranno però puntate itineranti, con lo show che di tanto in tanto uscirà dal suo “quartier generale” per incontrare il pubblico. La pubblicazione sarà settimanale, ogni venerdì. Dal punto di vista strategico, l’ingresso di Netflix nei video podcast appare tutt’altro che casuale. Il formato ha dimostrato di funzionare molto bene su piattaforme come YouTube e Spotify, grazie alla capacità di unire la profondità del podcast audio al valore aggiunto dell’immagine, favorendo clip condivisibili sui social e una maggiore fidelizzazione del pubblico. Netflix, che negli ultimi anni ha già sperimentato format più brevi, contenuti live e produzioni meno tradizionali, sembra voler presidiare anche questo spazio, sfruttando volti noti e community già consolidate.
È interessante notare come la piattaforma non abbia scelto un unico genere, ma due approcci diversi: lo sport, con un taglio analitico e appassionato, e la conversazione libera legata alla comicità e alla cultura pop. Una scelta che suggerisce una fase di test, utile a comprendere quali format possano funzionare meglio all’interno di un catalogo storicamente dominato da serie, film e documentari. L’arrivo dei video podcast potrebbe anche aprire nuovi scenari sul fronte della scoperta dei contenuti e dell’algoritmo, oltre a offrire opportunità future sul piano della pubblicità e delle collaborazioni con creator esterni. Netflix, ancora una volta, dimostra di non voler restare ancorata a una definizione rigida di streaming, ma di adattarsi rapidamente all’evoluzione dei linguaggi digitali. Se il pubblico risponderà positivamente, questi due show potrebbero rappresentare solo l’inizio di una nuova fase per la piattaforma, sempre più orientata a diventare un hub di intrattenimento a tutto tondo, capace di integrare formati diversi sotto un’unica esperienza.