Meta sta spingendo contemporaneamente sulla sicurezza dei minori su WhatsApp e sulla monetizzazione di Threads, con due novità che puntano a consolidare l’ecosistema in aree molto diverse: tutela, da un lato, e pubblicità dall’altro.
WhatsApp beta per Android 2.26.3.6 introduce i “primary controls for parents”, un sistema di gestione di account secondari pensato per permettere ai genitori di configurare profili dedicati ai figli con funzionalità limitate. Questi account nascono per rispettare l’età minima prevista dai termini di servizio e al tempo stesso aumentare la sicurezza dei minori nelle chat. Nel dettaglio, il genitore crea l’account figlio partendo dalla schermata di benvenuto, scansionando un QR code e impostando un PIN primario a 6 cifre, necessario per effettuare modifiche sensibili e impedire ai ragazzi di cambiare da soli le impostazioni. Il profilo secondario adotta di default impostazioni che bloccano messaggi e chiamate provenienti da numeri non presenti in rubrica e genera report di attività (ad esempio l’aggiunta di un nuovo contatto) che però non includono mai il contenuto delle conversazioni, così da non intaccare la crittografia end‑to‑end.
A livello di interfaccia, gli account per i minori non potranno accedere alla scheda Aggiornamenti, ai canali e alla funzione Chat Lock, che serve a nascondere le chat in un archivio separato. La scelta va letta come un modo per ridurre l’esposizione dei più giovani a contenuti pubblici o semi‑pubblici e per evitare che possano occultare le conversazioni dal controllo genitoriale. L’account secondario resterà tale finché il genitore non deciderà di chiuderlo oppure finché il ragazzo non raggiungerà l’età minima: a quel punto il profilo potrà essere “sganciato”, sbloccando tutte le funzionalità standard di WhatsApp previo nuovo consenso ai termini di servizio.
Questa funzione è ancora in sviluppo e non è disponibile neppure per tutti i tester del canale beta di Android. Per Meta si tratta però di un tassello chiave: la piattaforma di messaging più usata al mondo cerca un equilibrio tra tutela dei minori, controllo da parte dei genitori e difesa di uno dei suoi asset più sensibili, la cifratura end‑to‑end, che non viene toccata neppure in nome della
Sul fronte social, Meta ha annunciato che le inserzioni su Threads vengono estese a tutti gli utenti nel mondo, con un rollout graduale che partirà la prossima settimana e richiederà mesi per completarsi. Threads ha superato i 400 milioni di utenti attivi mensili, dopo una crescita che l’ha vista toccare 200 milioni a metà 2024, 320 milioni a gennaio 2025 e 350 milioni lo scorso aprile, posizionandosi come principale rivale di X nel segmento delle conversazioni in tempo reale.
Per gli inserzionisti la transizione è pensata in continuità con il resto della galassia Meta: le campagne possono essere estese a Threads sia tramite il programma automatizzato Advantage+ sia con campagne manuali, riutilizzando creatività e segmentazioni già in uso su Facebook e Instagram. Sono supportati formati immagine e video, inclusi i più recenti 4:5 e i caroselli, e la gestione avviene dalle stesse Business Settings dove si controllano anche le campagne su WhatsApp. L’azienda ha inoltre portato su Threads la verifica di terze parti sulla brand safety tramite Meta Business Partners, così da offrire ai brand garanzie simili a quelle disponibili su feed e Reels, un tema particolarmente sensibile in un contesto in cui la piattaforma concorrente X è alle prese con la diffusione di deepfake illegali.
Meta non ha indicato con quale frequenza gli utenti vedranno gli annunci nel feed, limitandosi a spiegare che nella fase iniziale la pressione pubblicitaria resterà “bassa” per poi aumentare man mano che la funzione verrà estesa globalmente. Il messaggio agli investitori è chiaro: dopo aver dimostrato di poter far crescere un nuovo social a ritmo sostenuto, è arrivato il momento di integrare Threads nel motore pubblicitario che sostiene il gruppo. Per gli utenti, invece, l’arrivo delle ads segna la fine dell’ultima grande timeline “pulita” di Meta e la trasformazione definitiva di Threads da esperimento post‑Twitter a tassello pienamente monetizzato della piattaforma.