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Immuni funzionerà anche in UE, ma rispettando alcune condizioni

L’applicazione Immuni funzionerà anche all’estero (in UE), comunicando con le altre applicazioni per il tracciamento. Ci sono, però, alcuni compromessi che è bene tener presenti.

Software e App
Pubblicato il 17 giugno 2020, alle ore 23:45

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Immuni funzionerà anche in UE, ma rispettando alcune condizioni

Da qualche settimana a questa parte, Immuni è pubblicamente disponibile per il download in tutta Italia. Per chi non sapesse di cosa stessimo parlando, Immuni è l’applicazione anti-pandemia promossa dal ministero della Salute e pensata appositamente per gestire e limitare la diffusione del contagio da COVID-19. La sua installazione non è obbligatoria, ma più alta è la base di utenti, maggiore è il grado di accuratezza del servizio.

Ricordiamo, brevemente, che Immuni mantiene i livelli di privacy molto alti evitando di chiedere dati personali (come il Nome, il Cognome e la Data di Nascita) e l’accesso ai servizi di geolocalizzazione. L’applicazione, infatti, utilizza solo il Bluetooth Low Energy con il quale può scambiare codici casuali che fungono da mezzo di comunicazione con altri smartphone. Qualche ora fa è stato pubblicato un accordo abbastanza importante di cui vi diamo notizia.

Immuni garantirà l’interoperabilità con le altre applicazioni di tracciamento

Stando a quanto emerso, pare che gli Stati membri dell’Unione Europea e la Commissione Europea abbiano raggiunto un importante accordo: le varie app di tracciamento per il COVID-19, infatti, potranno scambiarsi le informazioni tra di loro. In poche parole, Immuni vi dirà se siete stati a contatto con un utente affetto da COVID-19 anche nel territorio europeo e, inoltre, l’informazione circa tale contagio potrà arrivare anche da applicazioni diverse da Immuni.

Ci sono però alcuni importanti limitazioni di cui è bene tener presente. In primo luogo, il funzionamento in UE è abilitato solo sui dispositivi Android (tutti gli iPhone sono esclusi, almeno per il momento). Le chiavi di chi è stato contagiato potranno essere scaricate solo se ci si ritrova all’interno dell’Unione Europea: il download da territori esterni non è al momento permesso per motivi di sicurezza.

Se un utente dovesse risultare infetto, le chiavi potranno essere caricate solo se ci si trova in Italia. Come ultima limitazione, almeno per il momento, Immuni funzionerà sul territorio europeo ma potrà comunicare solo con altri utenti di Immuni. La Commissione Europea ha previsto la realizzazione di un apposito server centrale che possa permettere la condivisione dei dati: saranno ammesse, però, solo le applicazioni che funzionano con un modello decentralizzato come quello di Immuni.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabio Attardo

Fabio Attardo - Il funzionamento di Immuni sul suolo europeo, almeno secondo me, pare essere una scelta parecchio azzeccata. Peccato solo per le pesanti limitazioni tutt'ora presenti che, almeno per il momento, potrebbero ostacolare la reale efficacia di tale interoperabilità. Nonostante ciò, si potrà beneficiare di una base di utenti notevolmente più ampia (basta pensare alla Germania, dove l’app nazionale per il tracciamento ha avuto un ottimo successo) e ciò, come introdotto all'inizio dell’articolo, aiuterà a migliorare l’accuratezza del servizio.

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