Google continua a migliorare e ampliare le sue offerte, introducendo novità e risolvendo problemi che hanno coinvolto diverse app e dispositivi. Dalle modifiche a Google Foto e ai problemi sui Pixel, alle nuove funzionalità in Google Maps, Waze e YouTube, l’azienda sembra essere in costante evoluzione per offrire un’esperienza utente sempre più avanzata e intuitiva. Tra le soluzioni adottate, l’integrazione della nuova intelligenza artificiale Gemini promette di rivoluzionare ulteriormente l’interazione con le sue applicazioni.4o mini
Google Foto e cornici digitali: una soluzione in arrivo per il problema dell’auto-sync
Dopo l’allarme scattato nelle scorse settimane a causa delle modifiche alle API di Google Foto, che avrebbero dovuto interrompere la sincronizzazione automatica con molte cornici digitali, sembra che Google stia lavorando a una soluzione per mantenere attiva la funzione. Il produttore Aura, uno dei principali marchi coinvolti, ha confermato a The Verge di essere in contatto con Google per trovare un modo per garantire la continuità del servizio, senza che gli utenti debbano intervenire manualmente. Per ora, la sincronizzazione proseguirà senza interruzioni, ma restano da chiarire i dettagli tecnici della nuova implementazione. L’azienda di Mountain View, che aveva motivato il cambiamento delle API con ragioni di sicurezza, potrebbe proporre un sistema alternativo per permettere alle cornici digitali di accedere ai contenuti di Google Foto senza compromettere la protezione dei dati.
Google testa un nuovo collegamento rapido per la Modalità AI nella Ricerca
Google sta lavorando a un nuovo collegamento rapido per semplificare l’avvio di una conversazione nella Modalità AI della sua Ricerca. Secondo un’analisi dell’APK della versione beta dell’app Google (16.11.32.sa.arm64), il nuovo pulsante sarà posizionato nell’angolo in alto a sinistra della pagina dei risultati, eliminando la necessità di tornare alla schermata principale per iniziare una nuova interazione con l’intelligenza artificiale. Oltre a questa novità, l’azienda sta testando un’icona aggiornata per la cronologia del Modo AI, ora con un orologio stilizzato accompagnato da un effetto AI sparkle. Questi aggiornamenti arrivano mentre Google estende la disponibilità della Modalità AI anche agli utenti con account gratuiti che si erano iscritti alla lista d’attesa, ampliando così l’accesso a questa funzionalità senza richiedere un abbonamento a Google One AI Premium.
Pixel e il meteo impreciso: Google risolve il bug con un aggiornamento
Dopo diverse segnalazioni da parte degli utenti, Google ha finalmente corretto un bug che affliggeva gli smartphone Pixel, causando un’errata visualizzazione della posizione nelle previsioni meteo. Il problema riguardava i widget e la funzione Riepilogo, che invece di mostrare il meteo di una località precisa, come un quartiere, indicavano genericamente quello dell’intera città. La discrepanza si verificava solo accedendo all’app Meteo tramite il widget o Riepilogo, mentre aprendo direttamente l’app Pixel Meteo la posizione risultava corretta. L’ultimo aggiornamento di Google ha finalmente risolto l’inconveniente, garantendo ora previsioni più precise e affidabili su Android 15, mentre su Android 16 beta 3.1 alcuni utenti segnalano che il problema potrebbe persistere.
Nuovo bug per Pixel 9 disattiva le sveglie
Un fastidioso bug sta mettendo in difficoltà gli utenti del Google Pixel 9, che si trovano a dover fare i conti con la disattivazione misteriosa delle sveglie, spesso senza alcun preavviso. Diversi possessori del dispositivo hanno segnalato il problema su Reddit, raccontando di sveglie che non suonano o vengono addirittura cancellate, con il rischio di arrivare in ritardo a lavoro o perdere appuntamenti importanti. Mentre alcuni utenti ipotizzano che il malfunzionamento possa essere legato all’assistente AI Gemini, altri suggeriscono che possa dipendere dall’app Orologio stessa, che in passato ha già mostrato problematiche simili. Nonostante non ci siano conferme ufficiali, gli utenti sono costretti a prendere precauzioni, considerando che i telefoni Pixel potrebbero non essere più una fonte affidabile per gli impegni quotidiani.
Chrome non si installa su alcuni PC: ecco cosa sta succedendo
Alcuni utenti Windows stanno riscontrando un problema piuttosto insolito durante l’installazione di Google Chrome. Provando ad avviare il file ChromeSetup.exe, compare l’errore “Questa app non può essere eseguita sul tuo PC”, impedendo di completare l’installazione. Le segnalazioni si stanno moltiplicando su Reddit e Windows Latest, coinvolgendo principalmente dispositivi con chipset Intel e AMD. Il problema potrebbe essere legato a un errore di distribuzione da parte di Google, che starebbe fornendo accidentalmente la versione Arm dell’installer anche ai PC con architettura x64. Se così fosse, i computer con processori Intel e AMD non sarebbero in grado di eseguire il file, generando l’errore di incompatibilità. In attesa di una soluzione ufficiale da parte di Google, gli utenti possono aggirare il problema scaricando la versione offline di Chrome. Basta visitare la sezione “Altre piattaforme” sul sito ufficiale di Google e selezionare l’installer per “Windows 11/10 64-bit“, assicurandosi così di ottenere il file corretto.
Antitrust USA, Apple fuori dai giochi: Google sempre più sotto pressione
L’esclusione di Apple dall’udienza antitrust contro Google segna un colpo di scena in una battaglia legale che potrebbe ridefinire gli equilibri del settore tecnologico. Il Dipartimento di Giustizia USA sta cercando di dimostrare che gli accordi miliardari stretti da Google per restare il motore di ricerca predefinito su dispositivi Apple e altri brand costituiscono una pratica anticoncorrenziale. Tuttavia, la richiesta di Apple di partecipare attivamente al processo è stata respinta, perché presentata troppo tardi. Sebbene Apple non possa testimoniare né interrogare i testimoni, avrà comunque la possibilità di inviare memorie scritte come “amico della corte”. Un ruolo limitato, che potrebbe però influenzare indirettamente l’esito del procedimento. Nel frattempo, Google continua a difendere la legittimità dei suoi accordi, proponendo modifiche contrattuali piuttosto che uno smantellamento delle sue attività di ricerca. La decisione finale sarà emessa entro fine mese, lasciando spazio a possibili ulteriori sviluppi.
YouTube bloccato a 144p? Il problema è (finalmente) risolto
Negli ultimi giorni, diversi utenti hanno segnalato un fastidioso problema che limitava la qualità dei video su YouTube a 144p o 360p, indipendentemente dalla velocità della connessione internet. Il bug ha colpito principalmente i dispositivi iOS, desktop e smart TV, mentre gli utenti Android sembravano immuni. Anche tentando di aumentare manualmente la risoluzione a 1080p, il risultato era un buffering infinito o l’impossibilità di riprodurre il video. Google ha rapidamente riconosciuto il problema e ha confermato di essere intervenuta con un fix. Ora la riproduzione video è tornata alla normalità su tutte le piattaforme coinvolte, ma in caso di persistenza del bug, il consiglio ufficiale è di riavviare l’app o cancellare la cache del browser.
Waze su iPhone perde l’Assistente Google: l’alternativa è già pronta?
Brutte notizie per gli utenti iPhone che utilizzavano l’Assistente Google su Waze. L’app di navigazione ha ufficializzato la rimozione dell’integrazione, spiegando che le “continue difficoltà” nel garantire un funzionamento stabile hanno reso necessario questo drastico cambiamento. La decisione non arriva inaspettata: per oltre un anno, gli utenti hanno segnalato problemi con i comandi vocali, che spesso non rispondevano correttamente o non rilevavano la voce. Tuttavia, Google non sembra intenzionata a lasciare gli utenti senza una soluzione. L’azienda sta progressivamente sostituendo il vecchio Assistente con Gemini, il suo nuovo modello di AI conversazionale, e Waze potrebbe essere tra le prime app a beneficiarne. Alcuni test sono già in corso, con l’introduzione di una modalità che permette di segnalare incidenti e pericoli tramite comandi vocali più naturali. Se tutto andrà come previsto, Gemini potrebbe presto diventare la nuova voce di Waze, garantendo un’esperienza più affidabile e avanzata anche su iOS.
Google Messaggi si rinnova ancora: un’interfaccia sempre più simile a WhatsApp
Google continua a sperimentare con l’interfaccia della sua app Messaggi, e l’ultimo aggiornamento segna un ulteriore passo verso un design più intuitivo e vicino a quello di WhatsApp. Il campo di testo ora è più ampio e spostato a sinistra, mentre le icone per emoji e galleria si trovano a destra, accanto al tasto di invio. Anche il pulsante per le registrazioni vocali è stato riposizionato, con un layout più ordinato che riduce il rischio di tocchi accidentali. Questa nuova disposizione sembra essere stata accolta positivamente dagli utenti, garantendo un’esperienza d’uso più fluida e senza distrazioni. L’aggiornamento è stato rilasciato gradualmente e ora è disponibile nella versione 20250311_04_RC01 su Google Play Store. Resta da vedere se Google abbia finalmente trovato la configurazione definitiva o se continuerà a sperimentare con nuove modifiche nei prossimi mesi.
Google Maps: novità in arrivo con parcheggi, consumi e orari di arrivo più precisi
Google Maps è pronto a diventare ancora più intelligente, offrendo nuove informazioni direttamente nella schermata principale. Tra le novità in arrivo, gli utenti potranno visualizzare la disponibilità di parcheggi nelle vicinanze, percorsi più efficienti dal punto di vista dei consumi energetici e una stima più accurata dell’orario di arrivo. Questi aggiornamenti semplificheranno la pianificazione dei viaggi, consentendo di avere tutto sotto controllo in un colpo d’occhio, senza dover navigare tra vari menu. Inoltre, grazie all’integrazione con Gemini, l’assistente AI di Google, l’app migliorerà l’esperienza di navigazione e gestione delle informazioni in tempo reale. Tuttavia, non mancano alcune difficoltà, come la scomparsa della cronologia degli spostamenti per alcuni utenti, che potrebbe essere legata al passaggio della memorizzazione dei dati sui dispositivi anziché nel cloud.