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Facebook tra downvote e fake news "rimpicciolite", WhatsApp tra gruppi ristretti e addio al founder

Primo maggio di grandi novità per Facebook, che attiva il downvote e investe contro le fake news, e per WhatsApp, che - oltre a dire addio al suo fondatore (Jan Koum) - porta nella sua beta Android i famosi ed attesi "gruppi ristretti".

Software e App
Pubblicato il 1 maggio 2018, alle ore 13:29

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Facebook tra downvote e fake news "rimpicciolite", WhatsApp tra gruppi ristretti e addio al founder

Giornata di annunci non da poco per Facebook e WhatsApp che, tramite aggiornamenti, test, ed indiscrezioni semi-ufficiali, hanno avviato il rilascio di funzionalità decisamente molto attese dalle rispettive utenze: scopriamo di cosa si tratta.

Facebook: downvote, fake news rimpicciolite, “pause” per Messenger Kids

Partendo dalle novità già in arrivo, Facebook, inteso come social e come app, in queste ore ha confermato l’avvio del roll-out per una funzionalità molto attesa, e già sperimentata verso Febbraio negli USA: si tratta del “downwote”, una coppia di pulsanti – simili a quelli presenti su Reddit – che dovrebbe migliorare la qualità della conversazione premiando (up) i commenti più utili ed interessanti, e penalizzando (down) – fino all’occultamento – quelli più fuorvianti o fuori contesto. Per evitare che tale strumento venga usato anche o solo per dimostrare antipatia verso l’autore di un dato contributo, verranno mantenute le Reactions, che permetteranno di disambiguizzare il senso della propria votazione: ad ora, sono sempre più numerosi gli utenti ai quali la nuova feature “downvote” risulta attivata.

Oltre a ciò, Menlo Park continua la sua atavica battaglia contro le fake news. Anche in vista delle prossime consultazioni politiche, in vari paesi del mondo, il team di Zuckerberg – secondo TechCrunch, e come confermato dalla stessa azienda nel corso dell’evento “Fighting Abuse @Scale”  tenutosi a San Francisco – metterà in campo un’ulteriore contromisura, sostanziata nel rimpicciolimento delle notizie poco attendibili: in sostanza, l’algoritmo – dopo aver rilevato determinati segnali nell’articolo esaminato – lo passerà ad un team di 20 “controllori” umani a cui spetterà il compito di appurarne la fondatezza o meno, partendo da una già notevole probabilità di falsità. In caso negativo, l’anteprima dell’articolo verrà rimpicciolita, rispetto agli articoli verificati come veritieri, e contornata di fonti alternative per contestualizzare meglio i contenuti strillati, quelli di mera propaganda, o per disinnescare quelle che sono vere e proprie bufale. 

L’ultima novità, in salsa propriamente Facebookiana, riguarda “Messenger Kids”, la versione per bambini dai 6 ai 12 anni della celebre messaggistica proprietaria del social: attiva (per ora) solo negli USA, è priva di pubblicità, consente chat video con filtri colorati, conversazioni testuali, e permette ai genitori di validare i contatti con cui i figli possano, o meno, chattare. Col nuovo aggiornamento, in Messenger Kids i genitori possono – avvalendosi della modalità “sleep”configurare delle fasce orarie, ad esempio di notte o durante la fase dei compiti a casa, nel corso delle quali i pargoli non potranno usare Kids, nè per messaggiare, né per giocare con la fotocamera, o per ricevere notifiche. 

WhatsApp: in beta arrivano i gruppi “ristretti”

Ed ora passiamo a WhatsApp, appena sconvolta dall’annuncio del suo ormai ex CEO, Jan Koum, che – via Twitter – ha annunciato il suo prossimo addio all’app ed a Facebook (a quanto pare, per dissensi con Zuckerberg circa la gestione della privacy e della crittografia nella sua creatura). L’app in verde più diffusa al mondo, nel gestire le interazioni personali, non si fa certo turbare dal “parricidio” consumatosi ai suoi vertici e, proprio in queste ore, ha rilasciato un aggiornamento alla sua beta per Android, ora giunta alla versione 2.18.132, nel quale è possibile toccare con mano i “gruppi ristretti”: questi ultimi, avvistati a Dicembre, permettono all’amministratore (tramite apposite impostazioni) di impedire che chiunque possa cambiare i dettagli del gruppo, come immagine, nome, e descrizione, e di stabilire chi possa o meno farlo. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Facebook, col tasto "downvote", rischia molto: spero, quindi, che abbiano ben ponderato questa implementazione. Per quel che riguarda le fake news, credo che le misure previste di certo saranno più efficaci, e meno fantozziane, delle bandierine rosse con le quali si sanzionavano le eventuali bufale. Messenger Kids? Idea carina ma, con le recenti normative europee sulla privacy, ho idea che non arriverà mai nel Vecchio Continente. WhatsApp, nel frattempo, continua ad investire molto nei gruppi per i quali, però, gli utenti nostrani sembrano preferire Facebook e la rediviva app "Meetup".

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