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Veneto, eliminato tumore con ago rovente a bambina di due anni

L'intervento è riuscito nell'Ospedale di Monselice, in provincia di Padova; una bambina di sei anni, a causa del tumore, non riusciva ad addormentarsi.

Salute
Pubblicato il 4 novembre 2019, alle ore 12:33

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Veneto, eliminato tumore con ago rovente a bambina di due anni

La storia a lieto fine vede portagonista una bambina di appena sei anni che, dallo scorso Ferragosto, si era accorta di non riuscire a prendere sonno. Il responsabile dell’insonnia, stando a quanto diagnosticato, era un osteoma osteoide: una neoplasia benigna che colpisce prevalentemente bambine e adolescenti, che solitamente è localizzata nelle ossa lunghe ed è caratterizzata da un dolore molto forte che insorge durante la notte, rendendo impossibile il riposo.

L’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice, nel Padovano, ha guidato l’operazione di termoablazione a radiofrequenza alla quale è stata sottoposta la bambina; la piccola è guarita ed ha ripreso a dormire regolarmente. La formazione tumorale è stata, infatti, agganciata con un ago e bruciata a 80 gradi, eliminando le cellule. L’intervento, durato all’incirca tre quarti d’ora, è stato eseguito dal Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia, Gianluca Bisinella, affiancato dall’anestesista Pietro Cattaneo e dal radiologo Matteo Todisco.

Questo genere di tumore ha origini che sarebbero ancora sconosciute, seppur caratterizzato da un quadro radiologico particolare: esso, infatti, si presenta come un “nidus“, ovvero una piccola formazione rotonda, più spessa del normale. Gli specialisti hanno deciso di eliminare la massa tramite la tecnica dell’ago rovente, piuttosto che eseguendo un intervento classico di rimozione chirurgica: in tale modo i rischi legati all’intervento sono minori, la cicatrice risulta praticamente invisibile ed il ricovero in ospedale si riduce ad una sola notte.

L’osteoma, che si presentava nella testa del femore destro della bambina, era di circa 4 millimetri: i medici, sottoponendo la paziente all’anestesia generale, hanno impiegato una sonda a radiofrequenza con una punta che garantisce un potere di ablazione di 5 millimetri. Utilizzando due aghi, posizionati parallelamente in tutta la lunghezza della neoformazione, è stato possibile completare la bruciatura totale del tumore; il calore ha generato la necrosi del nidus. L’intervento si è risolto con un unico punto di sutura ed una notte in osservazione all’Unità Operativa di Pediatria.

Non solo alte competenze, sapienza delle mani e alte tecnologie ma anche capacità di adattarle in modo flessibile e personalizzato: è questa la chiave di volta della più moderna assistenza“, è quanto afferma il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta. Tale procedura viene eseguita da oltre quindici anni all’Ospedale di Monselice, con una media di dieci casi l’anno.

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Filippi

Laura Filippi - Una storia a lieto fine che vede protagonista una giovane paziente veneta, una bella notizia che dimostra le capacità e l'adattamento di esse anche a casi più particolari caratterizzati da un punto difficile da raggiungere con un intervento tradizionale che risulterebbe molto invasivo. Dopo quasi tre mesi, la bambina ritorna a riposare normalmente, come dovrebbero poter fare tutti i bambini.

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