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Varese, studenti inventano un guanto che fa parlare i sordomuti. Presentato il prototipo al Politecnico di Milano per Microsoft

Presentata l'invenzione di due giovanissimi studenti al Politecnico di Milano per Microsoft. I due ragazzi hanno inventato un guanto capace di tradurre il linguaggio verbale in lingua dei segni.

Salute
Pubblicato il 18 marzo 2019, alle ore 10:23

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Varese, studenti inventano un guanto che fa parlare i sordomuti. Presentato il prototipo al Politecnico di Milano per Microsoft

Matteo Ibro e Antonio Falsetti, di 17 e 16 anni, sono due giovanissimi studenti al terzo anno dell’indirizzo informatico dell’Isis Facchinetti di Castellanza di via Azimonti a Varese.

I due ragazzi, insieme ai compagni di classe, hanno partecipato al progetto di Microsoft Italia in collaborazione con la Fondazione Mondo digitale. Per il loro progetto hanno inventato un guanto in grado di tradurre il linguaggio verbale in lingua dei segni. L’invenzione, brevettata dai due ragazzi, è stata presentata al Politecnico di Milano per Microsoft.

L’invenzione: Good morning 

Si chiama Good morning il guanto che, collegato ad un’app sullo smartphone, permette di fare parlare i sordomuti. Quest’applicazione riesce a trasformare in suoni i segnali inviati da dei sensori di flessione applicati nel guanto attraverso degli anelli che si infilano sulle dita. Ad ogni gesto delle dita corrisponde ad una parola che successivamente, attraverso la scheda Arduino, viene inviata ad un altoparlante. Le parole, quindi, sono poi riprodotte da una voce sintetica. 

I ragazzi spiegano che quando gli è stato proposto di partecipare al progetto hanno voluto pensare a tutte quelle persone che hanno disabilità comunicative, in particolare i sordomuti. Sebbene questi, spiega Antonio, sono capaci di leggere il labiale non sempre riescono a relazionarsi ed interagire con gli altri. Come conseguenza, oltre a difficoltà nella quotidianità e nelle relazioni sociali, i sordomuti hanno difficoltà anche sul lavoro. 

Good Morning è ancora un prototipo e, come spiegano gli inventori, per realizzarlo la scuola ha speso 150 euro. Una volta industrializzato, secondo le indagini, dovrebbe costare circa 500 euro. 

Al momento, i due ragazzi si sono affidati ad un professionista per brevettare l’invenzione estanno già lavorando per migliorarlo. L’intenzione è di inserire i sensori dentro il guanto per renderli invisibili e migliorare la qualità della voce sintetica potendo scegliere tra una voce maschile e una femminile. Inoltre, vogliono permettere agli utenti che useranno il dispositivo di usufruire di un elenco di parole o frasi per loro più ricorrenti da selezionare con gesti scelti da loro stessi.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Un esempio di come la tecnologia associata a menti brillanti e altruiste possa permettere di inventare un dispositivo che aiuterà tantissime persone. Progetti come questi dovrebbero essere proposti più spesso nelle scuole. Anche solo un'idea potrebbe aprire la strada ad invenzioni che si potrebbero rivelare molto importanti per la nostra salute e le nostre necessità.

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