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Vaccini Covid: “La protezione si riduce dopo 6 mesi”

A cercare di rispondere alla domanda che assilla la popolazione mondiale è stato uno studio israeliano che ha preso come base di partenza i dati di 5 milioni di persone sottoposte a due dosi di vaccino prima della scorsa estate.

Salute
Pubblicato il 29 ottobre 2021, alle ore 12:38

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Vaccini Covid: “La protezione si riduce dopo 6 mesi”

Mentre varie nazioni del mondo sono nuovamente costrette a fronteggiare l’aumento dei casi di Covid-19, in molti si domandano quale sia la reale durata della protezione offerta dai vaccini contro il virus Sars-CoV-2.

La questione, tuttora oggetto di varie teorie, è stata affrontata per mezzo di uno studio condotto in Israele da diverse istituzioni mediche tra cui il ministero della salute. Apparsa sul New England Journal of Medicine, la ricerca si è focalizzata sul picco di contagi registrato la scorsa estate. Per farlo sono stati analizzati i dati di 5 milioni di persone a cui erano state precedentemente somministrate due dosi di vaccino.

Nel paese, contraddistintosi per la sua efficace campagna vaccinale di massa, dallo scorso mese di giugno i casi di infezione hanno iniziato a correre, facendo temere per il peggio. Più nello specifico, tra l’11 e il 31 luglio si sono registrati 13.426 casi di positività al virus, di cui 403 giudicati severi. Prendendo in esame i soli ultrasessantenni, il tasso di infezione dei vaccinati a gennaio è risultato essere pari a 3,3 per 1.000 persone, in quelli vaccinati a febbraio si è attestato a 2,2 infezioni per 1.000 persone, mentre tra quelli immunizzati a marzo è sceso a 1,7 infezioni per 1.000 persone. 

Approfondendo questi risultati, si è potuto determinare che a distanza di sei mesi, l’efficacia dei preparati è progressivamente calata. I ricercatori si sono quindi spinti a sostenere che l’inaspettata recrudescenza estiva del Covid-19 sia da attribuire non tanto all’inefficacia del vaccino contro la variante Delta, ma da un progressivo calo della protezione acquisita a seguito del completamento del ciclo di immunizzazione.

Se non ci fosse un calo dell’immunità, non ci sarebbero differenze nei tassi di infezione tra le persone vaccinate in momenti diversi” hanno fatto sapere gli scienziati che hanno osservato il fenomeno. Nonostante gli alti tassi di copertura vaccinale, lo studio appoggia dunque la scelta del governo di dar avvio alla terza dose di richiamo, un’iniziativa che nel Paese dell’area medio orientale è stata messa in campo già dallo scorso mese di agosto.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Si dibatte ancora molto su quale sia la reale efficacia dei vaccini. La durata è un aspetto fondamentale che sarebbe sbagliato trascurare, ma queste scoperte lasciano intendere che strada facendo, si deve inevitabilmente correre ai ripari per correggere la rotta. Se per qualcuno ciò è rassicurante perché di volta in volta permette di affrontare meglio l’emergenza, per altri diventa l’ennesima dimostrazione che qualcosa non è gestito correttamente o viene volutamente taciuto.

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