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USA: eseguito il primo trapianto di pene e di scroto della storia

Un team di medici statunitensi è riuscito nell’intento di trapiantare il pene, lo scroto e parte del basso addome ad un reduce della guerra in Afghanistan. L’operazione, in assoluto la prima del genere al mondo, è durata 14 ore ed è andata a buon fine.

Salute
Pubblicato il 26 aprile 2018, alle ore 13:54

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USA: eseguito il primo trapianto di pene e di scroto della storia

Quello eseguito presso la Johns Hopkins University Hospital di Baltimora è davvero un intervento di portata rivoluzionaria. Un team di medici è infatti riuscito a trapiantare totalmente il pene, lo scroto ed una frazione della parete addominale ad un reduce della guerra in Afghanistan. Il soldato aveva perso l’uso dell’organo a causa dell’esplosione di una bomba durante le operazioni militari.

L’operazione durata 14 ore è stata eseguita lo scorso 26 marzo, ma la notizia è stata diffusa solo negli ultimissimi giorni. Da quanto è dato sapere, il trapianto è stato possibile grazie all’espianto da un donatore compatibile deceduto. L’identità del paziente che ha atteso oltre un anno di sottoporsi all’operazione è rimasta invece sconosciuta.

Gli studi necessari per portare a termine un’operazione di questo genere da parte del team di chirurghi coinvolto è durato ben cinque anni. Il trapianto di pene è infatti un intervento non certo dei più semplici, in quanto comporta il collegamento delle varie arterie, della pelle, dei nervi e dell’uretra. Lo staff medico doveva poi ripristinare sia la minzione che la funzione erettile.

Secondo Andrew Lee, direttore del dipartimento di ‘Plastic and Reconstructive Surgery’ che ha guidato il gruppo, l’intento che ha mosso il team è stato quello di “ripristinare il senso di identità e la virilità di una persona”. Nel giro di poco tempo il paziente dovrebbe dunque riacquisire la capacità di urinare, mentre per il ripristino della capacità sessuale i tempi saranno necessariamente più lunghi. Gli esperti sono convinti che il soldato si possa riabilitare in un periodo di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi.

Bisogna comunque precisare che per ragioni etiche, il trapianto non ha interessato i testicoli del donante che sono stati opportunamente rimossi. In questo modo il paziente non potrà avere dei propri figli biologici. Si sarebbe infatti corso il rischio di poter concepire un figlio con il patrimonio genetico del donante deceduto. Per tenere sotto controllo gli scompensi ormonali, dovrà inoltre assumere il testosterone ed un altro farmaco, mentre per la funzione erettile sarà necessario ricorrere al Cialis.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il trapianto di pene e di scroto eseguito negli Stati Uniti è davvero un’operazione sorprendente. L’intervento oltre ad essere particolarmente complesso, riguarda anche un organo molto particolare in quanto preposto sia alla minzione che alla riproduzione. Il risvolto etico assume quindi un’importanza non certo trascurabile, così come del resto non può che essere cruciale la capacità del donatario di saper accettare un organo altrui. Nel 2006 fu eseguito un primo trapianto di pene in Cina, ma il paziente non riuscì psicologicamente ad accettarlo: i medici si videro costretti ad asportarlo.

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