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Uno studio francese lo conferma: il Covid è molto più grave dell’influenza

Il Covid-19 ha un tasso di letalità che è quasi tre volte superiore rispetto all’influenza stagionale. A sentenziarlo è uno studio medico francese pubblicato su “The Lancet Respiratory Medicine”.

Salute
Pubblicato il 21 dicembre 2020, alle ore 10:20

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Uno studio francese lo conferma: il Covid è molto più grave dell’influenza

Negli ultimi mesi lo abbiamo sentito dire più di una volta: il Covid-19 è pericoloso quanto una classica influenza stagionale. Di conseguenza le restrizioni e il distanziamento sociale sarebbero dei provvedimenti eccessivi che non farebbero altro che aumentare l’allarmismo tra la popolazione.

Per cercare di fare chiarezza su un argomento che ancora oggi divide non solo l’opinione pubblica ma anche la comunità medico-scientifica, uno studio francese è voluto entrare nel merito della pericolosità del Coronavirus. Pubblicato sulla rivista medica The Lancet Respiratory Medicine la ricerca ha preso in esame i dati di 135.000 pazienti francesi, di cui 89.530 ricoverati per Covid tra marzo e aprile di quest’anno e 45.819 per influenza tra dicembre 2018 e febbraio 2019.

Dati alla mano, è emerso che il tasso di letalità dei pazienti colpiti dal Sars-CoV-2 è stato del 16,9%, mentre tra i pazienti affetti da influenza è stato del 5,8%. “Il nostro studio è il più grande fino ad oggi realizzato per confrontare le due malattie e conferma che il Covid-19 è molto più grave dell’influenza” ha puntualizzato per mezzo di un comunicato stampa uno degli autori, Catherine Quantin dell’Ospedale universitario di Digione. 

Se ne deduce quindi che il tasso di mortalità del Covid è di quasi tre volte superiore a quello della classica influenza stagionale. Il dato sarebbe particolarmente drammatico anche alla luce di quella che è stata l’influenza dell’inverno 2018-2019, la peggiore per numero di morti vista in Francia negli ultimi cinque anni.

Ma non ci sarebbe solo questo: anche il ricorso alla terapia intensiva la dice lunga sulle differenze esistenti tra le due malattie. I malati di Covid ne hanno avuto necessità nel 16,3% dei casi contro il 10,8% di chi è stato colpito dall’influenza. Non da ultimo anche il periodo di permanenza in terapia intensiva è stato più lungo per i primi (15 giorni) rispetto ai secondi (8 giorni). Da tutto ciò gli autori hanno fanno notare che un numero molto più alto di adulti finito in ospedale per Covid potrebbe essere legato ad una questione di immunità: mentre nella popolazione esiste una sorta di immunità per l’influenza come conseguenza di una precedente infezione o vaccinazione, nella fattispecie del Sars-CoV-2, che al contrario è un nuovo virus, non si è potuto far affidamento su questo aspetto che di fatto ha permesso alla malattia di dilagare con più facilità.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Sin dalle prime settimane, quando la crisi si era localizzata nel Sud-Est Asiatico, in molti avevano sostenuto che il Coronavirus altro non fosse che un’influenza. Ma il fatto che entrambe le malattie abbiano sintomi simili, non significa necessariamente che anche la letalità sia identica: in caso contrario non si capirebbe perché fin dall’inizio in tutto il mondo siano stati presi dei provvedimenti drastici volti a circoscrivere il contagio.

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