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Un pacemaker nel cervello rallenta la SLA

Secondo i ricercatori del Campus Bio-Medico, un pacemaker nel cervello di un uomo potrebbe rallentare la diffusione della SLA, che potrebbe rallentarsi per molti anni.

Salute
Pubblicato il 21 giugno 2017, alle ore 10:57

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Un pacemaker nel cervello rallenta la SLA
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La speranza dei malati di Sclerosi laterale amiotrofica arriva dai centri del Campus Bio-Medico, e la soluzione sarebbe un pacemaker nel cervello, che servirebbe a spingere la stimolazione intracranica e a rallentare il progresso della malattia per circa dieci anni. Per ora sono solamente degli studi iniziali, intanto si apre una speranza per i malati di SLA, ed è un progresso da non ignorare assolutamente.

Sergio Orsini è stato il primo a sperimentare questa tecnica: infatti, nel 2004, ha i primi sintomi della malattia, e così nel 2006 i chirurghi del Policlinico Gemelli, gli hanno impiantato due elettrodi centrali, che erano collegati sottocute ad una specie di pacemaker, che regola ovviamente la propria frequenza, e questo servirebbe al paziente a non sentire nessun tipo di dolore.

Inizialmente i medici erano pessimisti: erano passati due anni, Sergio Orsini non sembrava migliorare e la SLA non sembrava rallentare il proprio passo. Il paziente però era convintissimo di questa tecnica e, anche quando i medici sembravano aver gettato la spugna, ha continuato l’esperimento cambiando l’intensità e la frequenza del dispositivo.

Ora, a 13 anni dalla malattia, anche se l’uomo è collegato all’ossigeno, è ancora vivo, con il dottor Di Lazzaro che lascia una dichiarazione: “Una sopravvivenza inusuale per una malattia che era sembrata subito molto aggressiva  e che ci lascia sperare che questa possa essere una strada per rallentarne il decorso. Occorre ovviamente una sperimentazione su un numero più elevato di pazienti perché una sola osservazione ha un valore limitato”.

La scelta della stimolazione celebrale, secondo il dottor Di Lazzaro, è avvenuta perché il primo la prima cosa che attacca la SLA sono le cellule nervose, che fa aumentare il glutammato, e con il suo aumento inizia a diventare tossico per l’uomo. La stimolazione celebrale quindi riduce la risposta dei neuroni al glutammato.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Finalmente compie passi avanti anche la cura per la SLA. Grazie al Campus Bio-Medico, hanno scoperto che un pacemaker impiantato sotto pelle rallenterebbe la malattia di circa dieci anni. Sarebbe davvero un'ottima notizia, anche se gli studi sono ancora in fase iniziale, tuttavia non si possono ignorare questo tipo di progresso.

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