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Un farmaco per prevenire lo shock anafilattico nei soggetti allergici

Un recente studio condotto presso la Northwestern University Feinberg ha dimostrato che un farmaco, già utilizzato negli USA per altri scopi terapeutici, è in grado di limitare o addirittura bloccare le reazioni allergiche, comprese quelle anafilattiche.

Salute
Pubblicato il 8 giugno 2020, alle ore 09:32

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Un farmaco per prevenire lo shock anafilattico nei soggetti allergici

Secondo quanto pubblicato dal Journal of Clinical Investigation, un team di ricercatori della Northwestern University Feinberg (Chicago, Usa) ha individuato un farmaco, già approvato e conosciuto negli Stati Uniti, capace di limitare o addirittura fermare le reazioni allergiche, incluse quelle anafilattiche. Lo shock anafilattico (o anafilassi), che colpisce in media 4-5 persone su 100.000, è una reazione allergica molto grave e potenzialmente letale.

Lo shock anafilattivo può colpire le persone a distanza di pochi secondi o qualche minuto dal contatto con una sostanza alla quale si è particolarmente sensibili (alimento, farmaco, veleno da punture di insetti) e si manifesta con una molteplicità di sintomi, tra cui prurito, starnuti, gonfiore, mancanza di respiro, capogiri, crampi, vomito e soprattutto brusco calo pressorio, potenzialmente causa di collasso cardiocircolatorio.

In caso di shock anafilattico è opportuno recarsi il prima possibile al Pronto Soccorso, dove verrà iniettata l’adrenalina. Nell’ambito di questo studio, i ricercatori hanno dimostrato in laboratorio che tre molecole erano in grado di bloccare la reazione dei mastociti, le cellule che causano le allergie; quindi hanno somministrato per via orale un farmaco già noto ed utilizzato per altri motivi negli Stati Uniti ad un gruppo di topi “umanizzati”, ovvero topi con cellule umane trapiantate e programmate per diventare mastociti umani.

Si è osservato che la maggior parte dei roditori non presentavano allergie, se non in forma molto lieve. Gli studi clinici relativi a questa pillola sono attualmente ancora in corso e puntano a fare di questo farmaco uno strumento di prevenzione, anche se non si esclude la possibilità di utilizzarlo più avanti nel tempo anche come strumento di freno ad un’allergia in atto.

Bruce Bochner, coordinatore dello studio, ha commentato: “Questa pillola potrebbe letteralmente cambiare e salvare la vita di molte persone. Immaginiamo di poter assumere farmaci in modo proattivo per prevenire una grave reazione allergica”.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Poiché le allergie condizionano, a volte anche pesantemente, la vita di chi ne soffre, costringendo ad evitare determinati comportamenti, penso che questa ricerca possa essere davvero di grande aiuto. Mi auguro dunque che gli studi clinici che seguiranno diano risultati positivi e che questa pillola possa essere utilizzata presto almeno per prevenire le reazioni allergiche.

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