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Un farmaco contro il glaucoma per ridurre l’assorbimento dei grassi

Secondo uno studio condotto dall'Università di Yale, un farmaco oggi utilizzato per trattare il glaucoma condurrebbe ad una riduzione dell'assorbimento dei grassi.

Salute
Pubblicato il 3 settembre 2018, alle ore 10:06

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Un farmaco contro il glaucoma per ridurre l’assorbimento dei grassi

Il sogno della maggior parte delle persone, soprattutto delle donne, è quello di mangiare tutto ciò che si desidera senza ingrassare mai. Sembrerebbe una cosa impossibile da vedersi nella realtà, ma forse non lo è del tutto.

Infatti, un gruppo di ricercatori della prestigiosa Università di Yale, nell’ambito di un recente studio pubblicato sulla rivista Science, ha scoperto che è possibile ridurre significativamente l’assorbimento dei grassi assumendo un farmaco attualmente usato per trattare il glaucoma, una malattia che porta alla cecità.

Come agisce sul nostro corpo

Il farmaco in questione avrebbe un’inaspettata e sorprendente proprietà: permetterebbe la manipolazione delle “porte” che consentono al grasso di essere assorbito dal corpo, appiattendole e riducendo così la possibilità che le particelle di grasso passino.

Nello specifico, sono stati identificati due geni chiave nelle cellule intestinali che, una volta inibiti, trasformano le cellule da «bottoni», da cui può passare facilmente il grasso, a «cerniere». Questo effetto verrebbe prodotto da molecole chiamate inibitori della chinasi-Rho (Rock), usate già per trattare il glaucoma.

Tutto quanto detto finora è stato dimostrato dai test condotti sui topi di laboratorio, i quali hanno seguito per ben otto settimane una dieta ricca di grassi. Al termine delle otto settimane, il gruppo di topi senza i due geni non ha registrato alcun aumento di peso, mentre l’altro gruppo di topi (usato come gruppo di controllo) ha presentato diversi casi di obesità.

Feng Zhang, autore dello studio, ha dichiarato: “Abbiamo creato un topo che mangia grassi ma non ingrassa. Il grasso viene assorbito nel corpo dall’intestino attraverso le “porte” dei vasi linfatici chiamati chiliferi. Nei topi che abbiamo creato i chiliferi diventano una “cerniera” e le particelle di grasso non possono più penetrarli. I grassi vengono espulsi piuttosto che assorbiti e il topo non guadagna molto peso anche se viene alimentato con una dieta ricca di grassi”.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Il peso e la forma fisica stanno assumendo nella nostra società un'importanza sempre più rilevante. Tuttavia mantenere la linea richiede molti sacrifici a tavola. Se questa scoperta non dovesse nascondere effetti collaterali, dunque vedremmo realizzato il sogno di mangiare tutto ciò che ci piace senza freni dettati dal senso di colpa.

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