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Tumori: uno studio italiano ha scoperto come bloccarli facendoli “morire di fame”

Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto una nuova strada per sconfiggere i tumori. Per annientare le cellule tumorali sarebbe sufficiente affamarle con una dieta ipoglicemica, alla quale aggiungere un farmaco utilizzato contro il diabete di tipo due.

Salute
Pubblicato il 4 maggio 2019, alle ore 10:24

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Tumori: uno studio italiano ha scoperto come bloccarli facendoli “morire di fame”

L’idea è tanto semplice quanto geniale: se qualsiasi essere vivente privato di energia non è in grado di sopravvivere, anche i tumori devono per forza di cosa soccombere qualora non abbiano più modo di alimentarsi. In altre parole affamarli può essere la strada giusta per annientarli.  

A questa conclusione è arrivato un team di ricercatori capeggiati da Saverio Minucci, direttore del Programma Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia, nonché professore ordinario di patologia generale dell’Università degli Studi di Milano. Con loro ha collaborato il gruppo di Marco Foiani, docente di Biologia molecolare in Statale e direttore scientifico dell’IFOM.

Lo studio

Sulla base dei loro esperimenti, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cancer Cell, per combattere il cancro si potrebbe utilizzare una dieta ipoglicemica combinata alla somministrazione di metformina, un farmaco utilizzato contro il diabete di tipo due. Lo scopo è di ridurre al minimo gli zuccheri utilizzati dalle cellule cancerogene per aumentare di dimensione, utilizzando allo stesso tempo le proprietà della metformina, capace di bloccare l’attivazione degli enzimi cancerogeni

La ricerca sostenuta dalla Fondazione AIRC dimostra ancora una volta quale rilevanza abbia la dieta nella battaglia che si pone come obiettivo quello di sconfiggere i tumori. Lo studio condotto sui topi e in laboratorio sulle cellule umane in vitro, dopo aver dato esiti incoraggianti troverà presto una sperimentazione clinica sui pazienti. Questo rapido passaggio dalla ricerca di base alla sperimentazione clinica – di per sè una circostanza molto rara in ambito scientifico – è un motivo di vanto dell’équipe che ha condotto la ricerca. Scopo di questa ulteriore fase sarà quella di comprendere sia la tollerabilità che gli eventuali effetti collaterali.

Se si dovesse ottenere il via libera, l’intenzione rimarrebbe quella di combinare i normali trattamenti chemioterapici a questa forma indotta di alterazione del metabolismo. Secondo le previsioni, grazie a questa nuova tecnica si potrebbe generare una reazione a catena che avrebbe come esito la distruzione delle cellule tumorali, che non trovando energia verrebbero costrette a “morire di fame”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La ricerca è incessante e, a quanto pare, sono tante le possibili strade che portano alla risoluzione di una delle malattie più temute degli ultimi decenni. Ancora una volta emerge il fatto che quello che portiamo a tavola ha un peso non indifferente sulla nostra salute. Da qui meglio non abusare, prestando particolare attenzione alla dieta seguita.

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