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Tumori: scoperto lo starter che dà il via alle metastasi

Novità importanti in fatto di tumori dal momento che alcuni ricercatori hanno individuato lo starter delle cellule tumorali

Salute
Pubblicato il 26 maggio 2014, alle ore 10:27

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Tumori: scoperto lo starter che dà il via alle metastasi

Scoperto lo starter delle cellule dei tumori, ovvero quell’insieme di segnali che controlla la proliferazione delle cellule tumorali ed il loro progressivo attacco dei tessuti sani, per invaderli e creare le tanto dannose metastasi.

Si tratta di una scoperta estremamente importante pubblicata sulla rivista Nature Cell Biology e che è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University di New York, che vede a capo Louis Hodgson.

Si tratta di un risultato estremamente importante, che riesce a capire qual è il primo evento molecolare che dà poi origine alle varie metastasi, che si diffondono in tutto il corpo. Le metastasi si diffondono in tutto il corpo e rilasciano degli enzimi, che danneggiano i tessuti circostanti e trascinano e favoriscono la migrazione delle cellule tumorali, dall’organo di partenza nel quale si è formato il tumore fino al resto del corpo. La migrazione delle cellule avviene attraverso il flusso sanguigno del corpo. ‘‘Sapevamo che le invadopodia erano guidate da filamenti di proteine, l’actina – spiega Hodgson – ma non era chiaro che cosa regolasse esattamente l’actina in queste protrusioni’.

In passato erano stati condotti altri studi, per cercare di individuare ciò che permetteva la creazione delle metastasi e si era ipotizzato che fosse opera della proteina Rac1, dal momento che quando i suoi livelli erano particolarmente alti le cellule tumorali risultavano più invasive. Ma, in realtà, non erano ancora riusciti ad osservare questo processo. Per farlo, i ricercatori hanno creato ed ideato una proteina-biosensore fluorescente, che è stata introdotta nelle cellule tumorali del seno di roditori e di esseri umani.

Grazie ai dati raccolti da questo biosensore, i ricercatori si sono resi conto che quando la protusione si forma e si attiva per danneggiare il tessuto circostante i livelli di Rac1 sono bassi, mentre diventano elevati quando l’invadopium scompare. ”Inibitori dell’Rac1 sono stati sviluppati – conclude Hodgson – ma non sono abbastanza sicuri. Rac1 serve anche alle cellule sane. Bisogna spegnere questi segnali solo nelle cellule tumorali”.

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