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Tumori: dopo l’operazione alla prostata, il pene si accorcia di un centimetro all’anno. Lo studio

Gran parte degli uomini ai quali viene diagnosticato il tumore alla prostata, è terrorizzato all'idea che un'operazione chirurgica possa compromettere la loro virilità. Le più recenti tecniche hanno però permesso di superare questo risvolto imbarazzante.

Salute
Pubblicato il 23 novembre 2018, alle ore 19:43

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Tumori: dopo l’operazione alla prostata, il pene si accorcia di un centimetro all’anno. Lo studio

Nonostante i giganteschi passi in avanti compiuti dalla medicina, i tumori continuano ancora oggi a fare paura. Ma se fino a qualche decennio fa, scoprirne uno equivaleva ad una condanna, oggi le possibilità di sopravvivenza sono decisamente più alte.

Se nella donna uno dei più temuti rimane il cancro alla mammella, nell’uomo a destare molta preoccupazione è il tumore alla prostata. Nel nostro Paese il fenomeno non è affatto da sottovalutare: a rischiare di sviluppare questa neoplasia è addirittura un uomo su otto. E così come emerso nell’ultimo Congresso della Sexual Medicine Society of North America (Smsna) che si è concluso a Miami lo scorso 11 novembre. Una delle preoccupazioni più grandi dei pazienti ai quali viene asportata la prostata rimane il risvolto legato alla virilità.

Lo studio

A seguito dell’intervento, un gruppo di ricercatori italo-americani di cui fa parte il chirurgo Paul Perito di Miami, e  Gabriele Antonini dell’Università La Sapienza di Roma, ha dimostrato che il pene subisce un accorciamento di 1 centimetro all’anno.

Dopo un intervento così importante come quello per un tumore alla prostata” ha spiegato il dottor Antonini, “viene alterata inevitabilmente la vascolarizzazione dei corpi cavernosi del pene. Questo determina una ipovascolarizzazione e una ipo-ossigenazione delle arterie del pene”. Le conseguenze sono la riduzione della lunghezza e della circonferenza del pene.

Per evitare che ciò accada, la soluzione in uso da alcuni anni prende il nome di bombita. La protesi altro non sarebbe che un dispositivo idraulico endocavernoso, che grazie a due cilindri gonfiabili e a un dispositivo che ricorda la forma di una bomba, permette di arrestare il processo fibrotico di accorciamento del pene. L’intervento della durata di 15 minuti non è invasivo, e ha dimostrato di risolvere il problema che nasce a seguito dell’asportazione della prostata. Inoltre essendo invisibile, la protesi può essere utilizzata anche da chi lamenta problemi di disfunzione erettile, e in particolar modo da chi soffre di diabete.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - I tumori sono sempre un argomento molto delicato e altrettanto si può dire su tutte le tematiche che hanno per oggetto la virilità. Per fortuna la moderna medicina cerca di fornire una risposta a tutti questi problemi. Oltre a risolvere il problema legato al tumore, da un po’ di tempo esiste anche la bombita, protesi in grado di combattere l’impotenza, una delle conseguenze più importanti che deve affrontare chi ha subito l’asportazione della prostata.

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Commenti
Nicola Celentano
Nicola Celentano

25 novembre 2018 - 00:25:52

mi scappa un sorriso, anche se si tratta di notizie di salute.

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