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Tumore al fegato: via libera alle sperimentazioni del vaccino sull’uomo

La ricerca dovrà analizzare il grado di tollerabilità del farmaco e verificare se è idoneo a migliorare la prognosi e ad aumentare la sopravvivenza dei pazienti

Salute
Pubblicato il 29 gennaio 2018, alle ore 17:41

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Tumore al fegato: via libera alle sperimentazioni del vaccino sull’uomo

Un innovativo vaccino contro il tumore al fegato sarà sperimentato a breve per la prima volta sull’uomo presso l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona. Si tratta del vaccino IMA970A, un farmaco specifico contro l’epatocarcinoma, vale a dire il tumore maligno del fegato più diffuso, che ha lo scopo di indurre una risposta immunitaria tale da ritardare il ripresentarsi del cancro o favorire un’ulteriore regressione dello stesso in seguito al trattamento locale.

Lo scorso anno nel nostro paese sono stati registrati 13mila nuovi casi di epatocarcinoma e nel mondo l’incidenza è di circa 750mila casi ogni anno. Allo studio clinico di fase I e II Hepavac-101, finanziato dall’Unione Europea, partecipano numerosi centri del vecchio continente. 

Per quanto riguarda l’Italia sono coinvolti l’ospedale di Negrar (in collaborazione con l’Università dell’Insubria), e anche l’Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli. 

Sperimentato un vaccino contro il tumore al fegato

La sperimentazione è riservata in via esclusiva a tutti i pazienti con epatocarcinoma in fase iniziale, che sono candidati ad un trattamento locale: intervento chirurgico, termoablazione o ablazione attraverso radiofrequenza e microonde, chemioembolizzazione e radioembolizzazione.

Nonostante questi trattamenti possano ottenere una distruzione importante del tessuto vitale del tumore, con il passare del tempo la malattia è destinata a ripresentarsi o a peggiorare nella maggior parte dei casi, tanto che il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 20%.

Lo studio servirà anche per valutare il grado di tollerabilità del vaccino e verificare se questo, somministrato dopo la regressione della patologia ottenuta grazie al trattamento locale, è in grado di apportare miglioramenti significativi  alla prognosi e quindi di aumentare la probabilità di sopravvivenza del paziente. 

Nei prossimi anni dunque sarà possibile valutare in maniera più accurata l’efficacia di questo farmaco sulla salute dei pazienti afflitti dal tumore al fegato. Al momento, siamo ancora fermi alla fase iniziale. 

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - Questo via libera costituisce sicuramente una novità molto importante per il trattamento di questa patologia particolarmente letale. Le ricerche scientifiche in questo ambito stanno ultimamente procedendo a passo spedito e la speranza è che i risultati siano all'altezza delle aspettative, poiché c'è in gioco la salute di migliaia di persone in tutto il mondo.

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