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Tumore al colon-retto: preoccupa il drastico aumento dei casi tra gli under 30

Uno studio pubblicato su "The Lancet Gastroenterology & Hepatology" lancia l'allarme per il preoccupante aumento dei casi di tumore al colon-retto tra gli under 30. Le cause sarebbero da ricondurre al diffondersi degli stili alimentari scorretti.

Salute
Pubblicato il 15 agosto 2019, alle ore 13:18

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Tumore al colon-retto: preoccupa il drastico aumento dei casi tra gli under 30

Fino ad oggi la fascia d’età compresa tra i 60 e i 75 anni era considerata quella più a rischio di ammalarsi di tumore al colon-retto. Nuovi studi apparsi sulla rivista The Lancet Gastroenterology & Hepatology hanno però abbassato il target, segnalando un drastico aumento dei casi anche tra gli individui di età inferiore ai 50 anni. In particolare la categoria che più preoccupa la comunità scientifica è quella compresa tra i 20 e i 29 anni.

Stando a quanto emerso, a pesare sono gli stili di vita e i regimi alimentari scorretti. Gli esperti sono giunti alla conclusione che il rischio di sviluppare questo tipo di neoplasia è decisamente più alto tra gli individui obesi o sovrappeso. Ma oltre a ciò, a finire nel mirino è stato ancora una volta l’eccessivo consumo di carne rossa.

Come documentato dall’Università di Oxford in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che per 15 anni hanno osservato un campione di circa 500mila individui, una dieta ricca di pesce riduce del 12% il rischio di contrarre questo tipo di neoplasia, al momento la più diffusa dopo quella al seno, al polmone e alla prostata.

A quanto pare chi settimanalmente consuma 2 o 3 porzioni di pesce del peso di circa 100 grammi, può beneficiare di una maggiore protezione dalla possibile insorgenza del cancro al colon-retto. Ricco di proteine più facili da metabolizzare, il pesce contiene altresì sostanze utili al nostro organismo come zinco, ferro, iodio, vitamina D e vitamine del gruppo B

In altre parole uno stile di vita sano abbinato ad una dieta equilibrata, riduce l’incidenza di una delle neoplasie più insidiose dell’età moderna. Controllare il peso diventa fondamentale, così come conoscere la presenza di alcuni fattori ereditari come la predisposizione alla poliposi adenomatosa. In secondo luogo è sempre necessario non sottovalutare alcuni campanelli d’allarme tipici di questa patologia come la perdita di appetito, l’anemia, l’eccessiva stanchezza, la perdita di peso e la prolungata ed anomala alternanza tra periodi di stitichezza e diarrea.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ancora una volta è stato dimostrato che quello che portiamo in tavola ha una diretta conseguenza sulla nostra salute e sul rischio di poter sviluppare delle malattie molto pericolose come il tumore al colon-retto. Non c'è quindi molto da fare se non stare molto attenti alla dieta, riducendo al minimo il consumo di carne rossa.

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