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Trovate tracce di Bisfenolo A nell’86% degli adolescenti

I prodotti chimici contenuti negli imballaggi alimentari in plastica sono stati ritrovati nelle urine dell’86% di un campione di adolescenti. A destare maggior allarme rimane il Bisfenolo A, composto recentemente messo all’indice dall’Unione Europea.

Salute
Pubblicato il 6 febbraio 2018, alle ore 16:17

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Trovate tracce di Bisfenolo A nell’86% degli adolescenti

Già da diversi anni il Bisfenolo A (BPA) è ritenuto un composto chimico particolarmente dannoso per la nostra salute. Diversi studi lo hanno collegato con varie forme di patologie molto gravi come il tumore al seno. Ma non solo. È stato anche accusato di poter sviluppare o peggiorare alcune malattie cardiache e di ridurre il numero degli spermatozoi.

Parliamo quindi di tutta una serie di conseguenze negative su cui le autorità dovevano necessariamente intervenire. Non a caso la stessa Unione Europea ha dichiarato il BPA come una minaccia per la salute umana per via delle sue conseguenze nocive sugli ormoni.

Come conseguenza si è subito cercato di limitarne l’uso. Ad oggi continuiamo però a trovare il Bisfenolo nei rivestimenti bianchi dei cibi in scatola, nelle lattine, nei tappi delle bottiglie, ma soprattutto negli imballaggi che rivestono i cibi preconfezionati prodotti dalla grande industria.

Siamo quindi di fronte ad un composto che è veramente difficile da evitare. A sostegno di questa tesi troviamo una ricerca condotta dall’Università di Exeter del Regno Unito. Gli scienziati si sono focalizzati sulle analisi delle urine di un campione di 94 adolescenti. Nell’86% dei casi sono state trovate tracce del Bisfenolo, il che vuol dire che nel loro sistema digerente doveva essere presente il composto chimico incriminato.

Ci si è domandati la ragione di questi risultati. La risposta più plausibile sembra essere anche quella più semplice: gli adolescenti rientrano in quella fascia di età più incline a consumare cibo spazzatura, bere dalle lattine e consumare cibi preconfezionati ampiamente pubblicizzati dai media.

Lorna Harries, la docente a capo del progetto, è giunta alla conclusione che sarebbero opportune delle etichette più chiare sugli imballaggi. Tutto ciò permetterebbe ai consumatori di poter giungere a delle scelte informate. Le autorità europee sono quindi allo studio di un provvedimento volto a evitare la possibilità di contatto tra il cibo e le confezioni contenenti Bisfenolo A. Si tratterebbe di una scelta paragonabile a quella del 2011, anno da cui non è più possibile produrre biberon con BPA.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Che il Bisfenolo A fosse nocivo per la nostra salute non è certo una scoperta degli ultimi anni. Già durante gli anni ’30 dello scorso secolo si nutrivano seri dubbi in merito. Ancora una volta finiscono sotto accusa gli imballaggi. Non solo arrecano nocumento all’ambiente dove molto spesso vengono abbandonati, ma sono pericolosi anche per la nostra salute, in quanto contaminano il cibo che dovrebbero semplicemente avvolgere.

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