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Taranto, un murales per le vittime di tumore

A Taranto, il famoso street artist Jorit ha realizzato un murales e lo ha dedicato ai bambini morti di tumore per l’emissione di fumi tossici da parte dello stabilimento ex-ILVA.

Salute
Pubblicato il 12 ottobre 2021, alle ore 20:12

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Taranto, un murales per le vittime di tumore

Nel cuore della citta pugliese di Taranto un enorme e meraviglioso murales con il volto di Giorgio Di Ponzio. Chi era? Un bambino di quindici anni che il 25 gennaio di due anni fa è deceduto a causa di un sarcoma ai tessuti molli causato dalle lunghe e prolungate esposizioni alle emissioni nocive di fumi provenienti dallo stabilimento dell’ex-ILVA.

Non è il solo a morire a causa dell’inquinamento in una città dove solo nel 2020 si sono registrati 60 decessi in più fra gli uomini residenti nelle zone vicine al polo industriale rispetto al dato atteso calcolato su base comunale.

L’Ilva di Taranto è infatti una storia di morti, stragi e perdite, una storia di lotte in cui i lavoratori sono destinati a soccombere, perchè le correlazioni tra ambiente-inquinamento-salute sono troppo stringenti per poter continuare ad essere sottovalutate e messe in secondo piano rispetto invece alla componente economica.

Sia l’art. 32 sul diritto alla salute sia l’art. 4 dedicato al diritto al lavoro e alle condizioni per rendere effettivo questo diritto sono in contraddizione con la situazione che da anni e anni è presente e protagoista nella cittadina pugliese dove le nubi tossiche che si sprigionano dalle aziende siderurgiche circondano edifici e palazzi sin dall’ingresso nel comune e silenziosamente danneggianno e distruggono i quadri clinici non solo di coloro che negli stabilimenti vi lavorano, ma di tutti, bambini donne e uomini compresi, rovinano la flora e la fauna, inquinano le acque dei torrentacci che nelle zone sono presenti e le rive del Pertusillo.

L’immagine di Giorgio Di Ponzio sta ormai lentamente diventando uno dei simboli di Taranto, di questa lotta estenuante, il simbolo di chi perde la vita, dell’innocenza stroncata e della morte ingiusta per mano di un potere che sembra essersi dimenticato che tra le sue vittime, ci sono persino bambini.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Fiore

Anna Fiore - Mi auguro che sia questa un'occasione che segni l'inizio di una più ampia campagna di sensibilizzazione contro l'inquinamento, per una maggiore consapevolezza di quelle che sono le sue più estreme e tragiche conseguenze sull'essere umano, conseguenze che non devono e che soprattutto non possono essere più nascoste, che devono essere invece portate alla luce.

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