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Spermatozoi avvelenati dagli inquinanti presenti nel cibo

La presenza di plastiche e pesticidi nei piatti che portiamo in tavola, stando a quanto affermato da un equipe di andrologi, avvelenerebbero gli spermatozoi.

Salute
Pubblicato il 28 ottobre 2019, alle ore 11:29

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Spermatozoi avvelenati dagli inquinanti presenti nel cibo

Un gruppo di andrologi, riuniti per il Congresso Nazionale “Natura Ambiente Alimentazione Uomo” della Società Italiana di Andrologia, portano in luce la pericolosità degli inquinanti presenti negli alimenti, i quali possono avvelenare gli spermatozoi. Stando a quanto evidenziato dagli esperti, ogni anno, potremmo ingerire almeno 250 grammi di microplastiche, pesticidi e sostanze chimiche che dal contenitore possono arrivare al cibo.

Tali sostanze, oltre ad avere conseguenze negative verso la salute in generale, possono nuocere gravemente alla fertilità maschile: gli spermatozoi possono ridursi o rallentare la loro attività, rendendo sempre più difficoltosa la fecondazione dell’ovocita.

Ftalati e fitoestrogeni si comportano da interferenti endocrini: ‘mimano’ ormoni come gli estrogeni e gli androgeni presenti nell’organismo e in questo modo influenzano pesantemente gli equilibri ormonali“, evidenzia il Presidente della Società Italiana di Andrologia, Alessandro Palmieri. La stessa pericolosità è riscontrata nei pesticidi, presenti in molti alimenti: “Gli alchilfenoli per esempio sono molto simili alla struttura degli ormoni sessuali e quindi possono ‘confondere’ il metabolismo. Si trovano in moltissimi prodotti, dalla frutta e verdura a diversi tipi di pesci e molluschi pescati anche nei nostri mari come per esempio tonno e sgombro” informa Bruno Giammusso, responsabile Programmi Fertilità della Società Italiana di Andrologia.

Anche per quanto riguarda le microplastiche i dati sono allarmanti: sembra infatti che il consumo annuale di tali particelle presenti negli alimenti si aggiri tra i 39.000 ed i 52.000 frammenti, i quali aumentano fino a 90.000 se si consuma solamente acqua in bottiglie di plastica.

Groceries in supermarket

Con questi dati alla mano si evince che mangiamo l’equivalente di una carta di credito ogni settimana, pari a 5 grammi di plastica, che possono avere effetti preoccupanti.

L’importanza delle scelte alimentari, quindi, appare sempre più importante al fine di preservare la salute generale e la fertilità, preferendo alimenti biologici piuttosto che quelli conservati in materiali plastici.

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Filippi

Laura Filippi - Leggere i dati relativi all'enorme quantità di particelle di microplastiche che ingeriamo ogni giorno è davvero preoccupante. La riduzione del consumo di alimenti contenuti in imballaggi o vaschette di plastica assume, quindi, una nuova sfaccettatura: non è necessario solo per la salvaguardia dell'ambiente, ma anche per il mantenimento di un buono stato di salute.

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