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Sistema Sanitario Nazionale: a 40 anni dalla sua istituzione, è un vero miracolo che ancora regga

A fronte delle innumerevoli critiche, il nostro Sistema Sanitario Nazionale può essere considerato un vanto: pur beneficiando di investimenti minori rispetto ad altri Paesi, riesce comunque ad ottenere dei risultati più che dignitosi.

Salute
Pubblicato il 13 febbraio 2018, alle ore 16:55

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Sistema Sanitario Nazionale: a 40 anni dalla sua istituzione, è un vero miracolo che ancora regga

Molto spesso gli italiani dimostrano di avere un rapporto molto controverso con quello che è il Servizio Sanitario Nazionale. Istituito nel 1978 per mettere fine al sistema delle casse mutualistiche (di cui la più famosa era l’INAM), si avvia a festeggiare i suoi primi 40 anni di attività con un bilancio che solleva non pochi spunti di discussione.

In merito è però opportuno precisare che fare una valutazione complessiva non è certo un compito facile; in secondo luogo il giudizio potrebbe essere influenzato dal proprio punto di vista. Da una parte non mancheranno infatti i detrattori che citeranno i vari disservizi, i casi di malasanità e di corruzione. Dall’altra parte troveremo i più ottimisti che citano i successi raggiunti: l’istituzione del SSN ha migliorato le mancate coperture, appianando le sperequazioni del sistema in vigore fino alla riforma.

A fornire un quadro generale di questi primi 40 anni dall’emanazione della legge 833 del 1978 (che ricordiamo istituì il SSN con decorrenza dal 1° luglio 1980) ci pensa Francesco Taroni, professore di Medicina Sociale all’Università di Bologna, nonché autore del libro “Il Ssn in una prospettiva storica”.

Come da lui stesso sottolineato, la nuova sanità pubblica nacque come risultato di varie istanze sociali, originatesi dalla stagione dei movimenti operai, studenteschi, femminili ecc. Con questa norma l’assistenza sanitaria diventava un diritto per ogni cittadino. I successivi tentativi di riformare il sistema non mancarono, ma spesso si arenarono contro i vari interessi in gioco. Si arrivò così al 1992, anno che l’Italia ricorderà per tangentopoli e per la speculazione economica che fece crollare la lira. Tra i vari provvedimenti d’urgenza fu istituito il famoso ticket, in altre parole la quota di compartecipazione al servizio sanitario da parte dei cittadini.

Ma la sanità pubblica è così male come da più parti ribadito? Affermarlo senza mettere sul piatto anche i suoi lati positivi sarebbe veramente ingiusto. Nonostante le critiche e i difetti, il sistema si è dimostrato in qualche modo virtuoso. Rispetto ad altri Paesi, il finanziamento destinato al settore è decisamente più basso. Per intenderci in Italia raggiunge il 6,5% del Pil, mentre in Germania è del 10% e in Francia del 12%. Nonostante ciò, si riesce per assurdo ad ottenere dei risultati tendenzialmente migliori. Qualcosa dovrà pur significare: o siamo più efficienti, oppure stiamo affrontando una situazione che alla lunga si dimostrerà insostenibile.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - A seconda dei punti di vista, la riforma del sistema sanitario è stata da una parte un provvedimento di portata rivoluzionaria, dall’altra una modifica attesa da almeno tre decenni; con la legge 833 del 1978 si è infatti messo in atto quanto previsto dall’articolo 32 della nostra costituzione del 1948. Sarà anche disastrata e bistrattata, eppure la nostra sanità ha al suo interno delle eccellenze che troppo spesso rimangono ignote.

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