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Scuole, da settembre via le mascherine tranne per i soggetti fragili. Dilemma sull’aerazione: "Aprite le finestre"

Da settembre le scuole riapriranno senza l'obbligo delle mascherine. Tuttavia resta ancora il dilemma sull'aerazione, e il consiglio dopo 3 anni di Covid resta quello di aprire le finestre.

Salute
Pubblicato il 9 agosto 2022, alle ore 11:13

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Scuole, da settembre via le mascherine tranne per i soggetti fragili. Dilemma sull’aerazione: "Aprite le finestre"

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Cambiano le carte in tavola per le scuole dal mese di settembre. L’istituto superiore di sanità ha pubblicato le nuove indicazioni per il prossimo anno scolastico, in cui viene sottolineato che dopo 2 anni si è deciso di rimuovere ufficialmente l’obbligo di mascherine.

Gli unici ad avere l’obbligo di indossare una FPP2 sono i soggetti fragili, in cui ovviamente sono compresi sia gli alunni che gli insegnanti, e le mascherine devono essere date dallo Stato. Si può poi stare in classe con il semplice raffredore, poiché nel documento viene rivelato che per i più piccoli è una condizione piuttosto frequente e per questo motivo non può giustificare allontanamento dalla scuola in assenza di febbre.

Non è invece consentito andare a scuola con una temperatura corporea che supera i 37,5°. Gli altri sintomi che sono vietati per entrare in classe sono i sintomi respiratori acuti come tosse e raffreddore con difficoltà respiratoria, vomito, diarrea e perdita del gusto, perdita dell’olfatto e cefalea.

L’aerazione nelle scuole a 3 anni dal Covid-19

L’unico dilemma resta quella dell’aerazione. Infatti dopo 3 anni di Covid-19 il Governo non ha trovato ancora nessun rimedio e quindi consiglia di: Aprire le finestre. La semplice ventilazione delle aule attraverso l’apertura delle finestre può migliorare sensibilmente la qualità dell’aria, favorendo la diluizione e la riduzione sia di agenti chimici liberati all’interno, sia di virus e batteri rilasciati dagli occupanti. Soltanto dopo sia dimostrato che la qualità dell’aria non sia adeguata può essere considerato l’utilizzo di dispositivi aggiuntivi di sanificazione, purificazione e ventilazione”.

Al momento, come riportato da alcuni dati della Fondazione Gimbe, 285 risposte su 311 dirigenti intervistati rivelano di adottare solamente la soluzione dedicata alle finestre aperte, mentre in appena 9 casi sono stati installati sistemi di ventilazione meccanica e in 84 erano presenti attrezzature per la purificazione e filtrazione dell’aria.

Tra i meno convinti da queste norme è Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. L’esperto infatti rivela che molto probabilmente le scuole, per non prendersi nessun tipo di responsabilità, faranno utilizzare le mascherine agli alunni esattamente come nel 2020 e nel 2021.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Si dà troppa responsabilità alle scuole ed i dirigenti scolastici, per non rischiare più di tanto, quasi sicuramente decideranno di entrare in modalità "sicurezza" e faranno come successo nel 2020 e 2021, quindi mascherine per tutti. Qui Matteo Bassetti ha ragione, ed è un peccato vedere gli alunni ancora con le mascherine dopo 3 anni di Covid.

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