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Scoperto perché i broccoli contrastano l’insorgere dei tumori

Da tempo sono note le proprietà anti-tumorali del broccoli, ma solo ora è stato scoperto come questi vegetali riescano a prevenire l’insorgere delle più temute patologie oncologiche.

Salute
Pubblicato il 17 maggio 2019, alle ore 16:49

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Scoperto perché i broccoli contrastano l’insorgere dei tumori

Da anni sappiamo quanto i broccoli siano salutari e soprattutto che il loro consumo è in grado di ridurre l’insorgenza dei tumori. Questi vegetali così come i cavoli, le rape e i cavoletti di Bruxelles, sono dei veri alleati nella lotta che contrappone la comunità scientifica ad una delle malattie più temute dalla società moderna.

Ma se fino ad oggi non abbiamo fatto che lodarne le loro proprietà, ora grazie ad un team di ricerca abbiamo scoperto anche cosa li renda dei validi strumenti in ambito oncologico. A dare una risposta è stata l’équipe capeggiata da Pier Paolo Pandolfi, da diverso tempo negli Usa in qualità di direttore del Cancer Center e del Cancer Research Institute al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston.

Dalle conclusioni raggiunte dal suo team e da poco pubblicate sulla rivista scientifica Science, si può apprendere che il segreto dei broccoli sia da ricondurre al I3C, l’indolo-3-carbinolo, un composto che blocca la proliferazione delle neoplasie, andando a contrastare l’azione del WWP1, l’enzima responsabile dello sviluppo dei tumori più diffusi come quello al seno o alla prostata.

Si è altresì evidenziato come questa sostanza presente nei broccoli, sia in grado di attivare un gene oncosopressore che prende il nome di Pten. Solitamente le cellule tumorali lo contengono in quantità molto ridotta: da qui l’idea di ripristinare i giusti livelli, al fine di riattivare l’azione anti-cancro. Come altresì documentato, lo stesso WWP1 ha una peculiarità tutt’altro che trascurabile, in quanto capace di inibire il funzionamento benefico del gene Pten.

Stando a quanto identificato dal dottor Pandolfi e dai suoi colleghi, l’indolo-3-carbinolo sarebbe dunque la chiave giusta che metterebbe un freno all’effetto cancerogeno del gene WWP1. Somministrandolo ai topi, i risultati si sono dimostrati davvero stupefacenti. Il team ha ora in progetto l’intenzione di rendere questa sostanza ancora più potente e concentrata, anche perché al momento attuale per poterne assumere una quantità efficace, bisognerebbe mangiare qualcosa come sette chilogrammi di broccoli al giorno.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Come ormai sappiamo da tempo, l’alimentazione è fondamentale per contrastare l’insorgere delle neoplasie di qualsiasi tipo. La ricerca è poi impegnata a trovare la strada più efficace, dimostrando che la soluzione c’è, ma va solo decifrata. Chiaramente ogni studio apporta qualcosa di nuovo, permettendo di avere una conoscenza a 360 gradi di una malattia che ancora oggi continua ad incutere terrore.

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