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Scoperto legame tra carenza di udito e declino cognitivo

A poco più di un mese dalla Giornata dell'udito, due indagini scientifiche confermano lo stretto legame che intercorre tra problemi di udito e aumento del rischio di declino cognitivo.

Salute
Pubblicato il 26 gennaio 2019, alle ore 14:45

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Scoperto legame tra carenza di udito e declino cognitivo

Tra poco più di un mese, nella giornata del 3 marzo, come ogni anno, verrà celebrata la giornata dell’udito, istituita e promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) con l’obiettivo di sensibilizzare alla prevenzione della sordità e ai problemi di udito.
Nel nostro Paese si stima che circa il 12% dei cittadini sia affetto da ipoacusie, con diffusione prevalente tra gli over 60. Con il termine di ipoacusia si fa riferimento ad una riduzione della capacità uditiva e percettiva, che può essere mono o bilaterale, parziale o totale.

Di recente due nuovi studi scientifici confermano l’esistenza di un legame tra problemi di udito e aumento del rischio di demenza, depressione e malattie cardiovascolari.

Gli studi

In particolare, i due studi in questione si sono focalizzati sul rischio di declino cognitivo precoce. Il declino cognitivo è uno degli aspetti in assoluto più temuti della vecchiaia: le persone sono preoccupate all’idea di non essere più capaci di compiere le azioni di ogni giorno autonomamente, di ricordare date, persone e fatti.

Il primo studio, condotto alla John Hopkins, ha visto la partecipazione di ben 154.414 adulti volontari; i risultati ottenuti hanno mostrato che i problemi di udito non trattati e, cioè, sottovalutati, incrementano nell’arco di cinque anni di circa il 50% il rischio di sviluppare demenza e di circa il 40% il rischio di depressione. Il secondo studio invece ha portato alla segeunte osservazione: l’ipoacusia provoca degenze in ospedale più lunghe, riospedalizzazioni e maggiori visite al pronto soccorso.

Il consiglio degli esperti per contrastare il declino cognitivo è dunque quello di non vergognarsi nel momento in cui si iniziano ad avere i primi segnali di problemi uditivi. In questi casi la cosa migliore da fare è quella di sottoporsi ad accertamenti medici presso degli specialisti e di correggere eventuali problemi, laddove possibile, con l’adozione di apparecchi acustici.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Penso che i problemi di udito non debbano essere mai sottovalutati. Il non sentire ciò che ci circonda non solo non ci permette di capire eventuali situazioni di pericolo, ma ci esclude anche dal punto di vista sociale, non essendo più in grado di sostenere una conversazione completa. Dunque, alle persone che soffrono anche solo di piccoli problemi di udito, dico di non vergognarsi e di parlarne con uno specialista.

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