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Scoperti gli effetti della caffeina sulle funzioni cognitive

Gli effetti dell'alcaloide naturale caffeina sono ben noti a tutti, quello che però è stato recentemente scoperto dai ricercatori è la correlazione tra l'assunzione di caffeina e le funzioni cognitive.

Salute
Pubblicato il 14 marzo 2020, alle ore 21:38

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Scoperti gli effetti della caffeina sulle funzioni cognitive

La ricerca sugli effetti dell’alcaloide naturale caffeina sull’uomo continua e molto recentemente, uno studio condotto dai ricercatori appartenenti all’Università dell’Arkansas in U.S.A. rivela che questa aiuta molto l’uomo a concentrarsi meglio ed a risolvere i problemi complessi. Però, la caffeina in sè, non sembrerebbe in alcun modo aiutare molto per quanto riguarda diversi compiti creativi divergenti posti alle “cavie”.

Nello studio universitario U.S.A. prima citato, la dottoressa nonchè assistente di psicologia ed autrice della ricerca menzionata presso l’università dell’Arkansas – Darya Zabelina – rivela al mondo tramite il web che: “All’interno delle stesse culture occidentali, la caffeina è associata agli incarichi creativi, viene utilizzata dagli scrittori ai programmatori e c’è più di un semplice nocciolo di verità in tutto ciò”.

Però, sono state fatte troppo poche ricerche sull’effetto della caffeina stessa sulla creatività umana. Presso l’università dell’Arkansas, a ottanta partecipanti alla ricerca è stata fatta assumere una pillola contenente una quantità nota dell’alcaloide (circa duecento milligrammi) oppure un semplicissimo placebo. La quantità di caffeina assunta dai partecipanti della ricerca corrispondente a circa una tazzina di caffè espresso.

Successivamente, tutti i partecipanti allo studio prima menzionato, sono stati incaricati di risolvere compiti che gli scienziati stessi hanno classificato come convergenti oppure divergenti. La ricerca ha mostrato che esistevano risposte esatte ai compiti convergenti o di concentrazione, ma stranamente non a quelli divergenti o creativi.

Successivamente, da parte dei ricercatori americani, è stata valutata la memoria del lavoro dei partecipanti a breve termine ed inoltre, dagli stessi scienziati, sono state poste diverse domande che riguardavano l’umore dei partecipanti allo studio preso in considerazione. L’alcaloide assunto dai partecipanti ha quindi facilitato la soluzione dei compiti convergenti affrontati. Tuttavia, ciò non è stato affatto sorprendente per i ricercatori, poichè la capacità dell’alcaloide naturale presente nel caffè di migliorare la concentrazione e l’attenzione non è nuova.

Viceversa, l’alcaloide non ha presentato effetti rilevanti sulla capacità delle “cavie” di svolgere incarichi divergenti e che quindi richiedevano l’utilizzo della creatività stessa. Inoltre, l’alcaloide naturale, non ha affatto influito sulla stessa memoria a breve termine, tuttavia le persone che avevano assunto caffeina erano notevolmente meno depresse e tristi.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - Personalmente ho visto gli effetti sulla creatività negli assuntori di caffeina, ma non ho mai pensato potesse effettivamente stimolare le stesse capacità cognitive. Mi concedo una sola tazza di caffè al giorno e per fortuna basta e avanza, ma per me è essenziale, perché senza non riuscirei a svegliarmi al mattino, ad attivare il cervello e ad affrontare la giornata che ho davanti. Mi auguro non si tratti di una forma di dipendenza.

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