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Scoperta una sostanza contenuta in diversi alimenti che accelera le metastasi

Un team di ricercatori internazionali ha individuato un amminoacido contenuto in molti alimenti che favorisce la propagazione della metastasi. Isolare questa sostanza significa ridurre la proliferazione del cancro. Vediamo meglio di cosa si tratta

Salute
Pubblicato il 9 febbraio 2018, alle ore 18:13

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Scoperta una sostanza contenuta in diversi alimenti che accelera le metastasi

Un team internazionale di scienziati provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Canada, ha da poco portato a termine uno studio pubblicato sulla rivista Nature dal quale si può concludere che esistono degli alimenti capaci di accelerare il processo di metastasi. Ad essere precisi, più che di alimenti è meglio parlare di una sostanza presente negli alimenti stessi.

Ma di cosa si tratta? Detto così si potrebbe arrivare a ritenere che esiste una sostanza velenosa capace di velocizzare la proliferazione del carcinoma. In effetti in parte è vero, anche se di per sé questa molecola non è velenosa e prende il nome di asparagina.

Come intuibile dal nome stesso, l’asparagina si trova negli asparagi ma anche nel pollame, nei frutti di mare, nelle uova, nel pesce, nel manzo, nei legumi, nella frutta secca e anche nei cereali integrali. Ma non solo: anche moltissimi altri alimenti contengono tracce di questo elemento. Basse concentrazioni si registrano esclusivamente in gran parte della frutta e della verdura.

Gli scienziati che hanno partecipato a questa ricerca hanno focalizzato l’oggetto dei loro studi sugli effetti provocati dalla mancata somministrazione dell’asparagina. Per dare una risposta ai loro interrogativi hanno utilizzato dei topi da laboratorio, scoprendo che coloro che venivano alimentati senza asparagina, sviluppavano una forma meno aggressiva di tumore al seno. Non solo: privarli dell’asparagina riduceva drasticamente la proliferazione del cancro per mezzo delle metastasi. In altre parole si è scoperto che questa molecola andrebbe a facilitare la diffusione delle cellule tumorali negli altri organi e tessuti.

Il professor Simon Knott, uno dei coautori della ricerca, ha quindi avuto modo di concludere che “il nostro studio si aggiunge a un crescente numero di prove che suggeriscono che la dieta può influenzare il decorso della malattia”. Gli stessi autori della ricerca sono anche convinti che tutto ciò funzioni non solo nel caso del tumore al seno, ma anche per molte altre forme di neoplasie.

Se tutto ciò dovesse valere anche per l’uomo, a quel punto bisognerebbe rivedere la propria dieta, diminuendo l’assunzione di determinati alimenti. Ed è proprio quello che gli scienziati hanno intenzione di fare: in altre parole sono già in procinto di avviare un ciclo di studi dapprima con dei soggetti sani, e successivamente con dei pazienti oncologici.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Quello raggiunto è bel risultato che andrebbe però approfondito. Il rischio sarebbe infatti quello di ingenerare in molti la convinzione di potersi curarsi con il fai da te, eliminando alimenti come ad esempio gli asparagi, che in verità sono ricchi di sostanze antiossidanti. Ad ogni modo si tratta ora di capire se quanto scoperto nei topi è riproponibile anche nell’uomo.

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Commenti
Sabrina Giorgi
Sabrina Giorgi

10 febbraio 2018 - 08:10:30

Quindi alla fine cosa mangeremo? Aria? Ah no anche quella è inquinata..

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