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Scoperta relazione tra qualità del sonno e rischio Alzheimer

Ad individuarla è stato uno studio condotto da una squadra di ricercatori dell’Università di Berkeley. Come rilevato, un sonno più frammentato stimola la produzione di una proteina legata ad una maggior probabilità di ammalarsi.

Salute
Pubblicato il 10 settembre 2020, alle ore 11:00

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Scoperta relazione tra qualità del sonno e rischio Alzheimer

Il sonno è quasi come una sfera di cristallo che può dire quando e quanto velocemente si svilupperà il morbo di Alzheimer nel tuo cervello“, ha sottolineato Matthew Walker, ricercatore e capo di un team di esperti dell’Università di Berkeley, secondo i quali la qualità del sonno potrebbe predire il rischio di ammalarsi di Alzheimer.

Come da loro scoperto, chi si caratterizza per un sonno più frammentato a onde lente, con movimenti oculari meno rapidi, ha dimostrato di aver maggior possibilità di sviluppare la proteina beta-amiloide, un fattore che risulta cruciale nell’insorgenza del morbo.

Lo studio apparso sulla rivista scientifica Current Biology, è giunto a tale conclusione analizzando la qualità del sonno di 32 anziani sani. Durante le analisi, seppur nessuno dei partecipanti non abbia manifestato alcun sintomo legato alla più comune tipologia di demenza, in ragione della loro qualità del sonno è stato però individuato un apprezzabile aumento di questa proteina beta-amiloide.

Alla luce di questo aspetto, è stato possibile prevedere l’evoluzione delle placche beta-amiloidi, che si considerano il primo passo che avvia la patologia degenerativa che colpisce non meno di 40 milioni di persone in tutto il mondo. L’accumulo progressivo di questa sostanza tossica, permette di conseguenza di stimare anche entro quando ci si potrà ammalare.

Per rallentare, se non scongiurare, questo processo degenerativo, è quindi necessario migliorare la qualità del sonno. Se già in passato era stato scoperto che un sonno ristoratore “purifica” il cervello da queste proteine, gli esperti sono convinti che per ridurre l’insorgenza della patologia, sia necessario seguire una serie di accorgimenti. In primo luogo, per non alterare il ritmo sonno-veglia, è importante andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora.

Prima di coricarsi è poi sconsigliabile consumare alcol e caffeina, evitando di guardare gli schermi di computer, smartphone e tv. È poi raccomandabile dedicare del tempo all’esercizio fisico, attività che di fatto stimola il sonno. Inoltre se ci si alza stanchi dal letto è consigliabile sottoporsi ad uno screening per l’apnea notturna.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - L’Alzheimer è una di quelle malattie che nei prossimi decenni è destinata ad aumentare. Gli ultimi studi lasciano intendere che l’insorgenza del morbo è strettamente legata ad uno stile di vita stressato, che non permette di riposarsi adeguatamente. A questo punto è necessario ridurre i ritmi, evitando di mettere eccessivamente sotto sforzo il proprio corpo.

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