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Sarà il virus Nipah la nuova minaccia alla salute globale?

Con la morte di 15 persone infettate nello stato indiano del Kerala, il virus Nipah ha messo in allarme la comunità medica internazionale, propensa a credere che possa arrivare a rappresentare una seria minaccia per l’umanità.

Salute
Pubblicato il 16 giugno 2018, alle ore 11:42

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Sarà il virus Nipah la nuova minaccia alla salute globale?

Probabilmente in molti non lo avranno mai sentito nominare, eppure secondo gran parte degli esperti di medicine infettive, il virus Nipah potrà rappresentare una seria minaccia alla salute mondiale. A renderlo particolarmente temibile è senza dubbio il suo potenziale pandemico.

Ma facciamo un po’ di chiarezza. Di questo virus si è incominciato a parlare nel 1998, allorché in una località malese chiamata Nipah, morirono improvvisamente 105 persone. Secondo i referti delle autorità mediche, la causa comune del decesso fu imputabile ad una misteriosa infiammazione cerebrale. Ad innescarla fu indicato un virus ribattezzato proprio con il nome Nipah (Niv). Inizialmente come fonte di contagio furono individuati i maiali, salvo poi sospettare che ad averli contagiati fossero stati i pipistrelli della frutta.

La conferma a questa conclusione arrivò però nel 2004, quando una successiva epidemia colpì il Bangladesh. Le ricerche riuscirono a stabilire che i pazienti avevano contratto il virus bevendo la linfa di una palma precedentemente infettata dai pipistrelli della frutta. L’ultima epidemia è scoppiata invece lo scorso mese di maggio nello stato indiano del Kerala. Dei 17 infettati, 15 non sono sopravvissuti. La situazione sembra ora essere tornata alla normalità, ma l’allarme per il virus non può più essere sottovalutato.

Per l’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità, Nipah è un virus capace di dare vita ad una grave zoonosi, in altre parole un’infezione che dagli animali si trasmette all’uomo. Il contagio tra uomo e uomo avviene poi per scambio di fluidi corporei. Oltre a colpire le vie respiratorie, il virus può anche determinare la morte per infiammazione cerebrale. A riguardo il tasso di mortalità è stimato tra il 40 e il 75% dei casi.

L’ultimo focolaio del Kerala ha però evidenziato un tasso più alto. Da qui ci si domanda se il virus non si sia evoluto per assumere una veste ancora più aggressiva. Non a caso in India ha colpito in maniera più netta i polmoni, diffondendosi da uomo a uomo anche per via aerea. Da qui i medici temono il rischio di pandemia globale. Per queste motivazioni l’OMS è arrivata a concludere che Nipah è uno degli otto virus di cui si rende prioritario lo sviluppo di un vaccino.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Dopo Zika ed Ebola, ora si aggiunge anche Nipah. Senza un vaccino, le potenzialità di questo virus possono essere davvero devastanti. Quello che desta preoccupazione è che con l’ultima epidemia, sembra essere diventato anche più letale. Ma è inutile girarci intorno: fino a quando il virus continuerà a colpire saltuariamente e in piccole comunità dei paesi più poveri del mondo, le case farmaceutiche non saranno incentivate ad adoperarsi per trovare un vaccino.

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