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Salute: due tumori inoperabili eliminati con il calore, in 20 minuti

All'Ospedale di Monselice, Padova, due tumori - al fegato e al rene - sono stati infilzati, cotti e bruciati in soli venti minuti. Il paziente 80enne è stato dimesso in 24 ore.

Salute
Pubblicato il 12 luglio 2019, alle ore 11:03

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Salute: due tumori inoperabili eliminati con il calore, in 20 minuti

In 20 minuti due tumori, uno al fegato e uno al rene, sono stati “infilzati, cotti e bruciati” a 150 gradi nello stesso istante. Protagonista dell’intervento un uomo di 80 anni di Padova che, a causa di patologie pregresse, era stato giudicato inoperabile.

L’intervento sincrono su lesioni cancerose al fegato e al rene è stato effettuato “mediante termoablazione con microonde ecoguidata per via percutanea” si legge sul sito padovaoggi.it. Un ago avrebbe attraversato la pelle dell’80enne e, raggiunte le zone malate, le avrebbe uccise con il calore, ha spiegato il dottor Mauro Mazzucco che ha eseguito l’intervento all’Ospedale di Monselice in provincia di Padova.

L’intervento chirurgico

L’anziano, effettuati controlli ed esami, era risultato affetto da due tumori primitivi, uno al fegato e uno al rene. Un intervento chirurgico sul paziente sarebbe stato impossibile a causa di una seria malattia cardiaca. Tenendo conto della situazione globale del paziente, il dottor Mauro Mazzucco con la sua équipe dell’Unità operativa semplice di Epatologia dell’Ospedale di Monselice, all’interno dell’Unità operativa complessa di Medicina guidata dalla dottoressa Lucia Anna Leone, ha cercato una via alternativa all’intervento proponendo una “termoablazione mediante microonde, ecoguidato per via percutanea con trattamento sincrono delle due lesioni, epatica e renale” scrive padovaoggi.

L’intervento, eseguito dal dottor Mazzucco, con a fianco un anestesista e due infermieri, è avvenuto in sedazione profonda e respiro spontaneo. Aghi particolari, preservando i tessuti sani, avrebbero raggiunto la zona malata e rilasciato microonde di circa 150° C, capaci di denaturare le proteine intracellulari malate e di conseguenza dissolvere la membrana ottenendo il risultato della morte delle cellule tumorali. Per trattare i due tumori sono bastati circa 20 minuti. Dopo 24 ore l’ecografia con mezzo di contrasto ha dimostrato la completa eliminazione dei due tumori e l’80enne è stato dimesso.

Va riconosciuto che il grande risultato è frutto di una collaborazione tra l’Unità operativa semplice di Epatologia, l’Unità operativa complessa di Urologia diretta dal dottor Antonino Calabrò dell’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice, e l’Unità operativa complessa di Gastroneterologia dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova a sua volta guidata dalla dottoressa Franca De Lazzari. 

Domenico Scibetta, direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, si è espresso così: “Dietro la nostra attività apparentemente ordinaria si nascondono storie stra-ordinarie: ancora una volta dico grazie ai nostri operatori, alla loro maestria, alla loro capacità di fare squadra e di affinare la tecnica, per risultati fino a poco tempo fa impensabili”.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Non so quanto venga a costare questa modalità di intervento, se il fatto che non se ne parli molto sia dovuto al denaro. A me sembra la meno invasiva e mi piacerebbe sapere che è la strada normale per curare certi tipi di tumore. Complimenti all'équipe e a quanti hanno collaborato.

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