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Rigenerare le cartilagini danneggiate con un microcerotto

Da uno studio condotto dall'Istituto di biorobotica Sant'Anna di Pisa nasce un microcerotto che si aggancia al tessuto, attraverso un intervento non invasivo, e rigenera la cartilagine.

Salute
Pubblicato il 7 maggio 2020, alle ore 17:34

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Rigenerare le cartilagini danneggiate con un microcerotto

La cartilagine è un tessuto connettivo, caratterizzato da elasticità e flessibilità, che funge da cuscino, proteggendo le ossa durante il movimento. Spesso, negli anziani e nelle persone che praticano sport intenso, essa è soggetta ad usura ed inizia pertanto a logorarsi. Se danneggiata, è molto difficile che la cartilagine possa guarire completamente in modo spontaneo.

La domanda che dunque ci si pone è la seguente: come è possibile rigenerare nuova cartilagine evitando di arrivare, nei casi più gravi, all’intervento chirurgico? Una possibile soluzione ci viene fornita dai risultati di un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biorobotica Sant’Anna di Pisa, pubblicato sulla rivista internazionale “Acs applied materials & interfacespresenta“.

I ricercatori infatti hanno testato, nell’ambito del trattamento di patologie articolari, la tecnologia dei film ultrasottili (strati di materiale dalle dimensioni inferiori al micron) grazie a compositi di polimeri e particelle piezoelettriche. I ricercatori hanno quindi realizzato dei cerotti nanostrutturati“, costituiti appunto da una miscela di polimeri integrata a nanoparticelle piezoelettriche composte da ossido di zinco. Tramite un piccolo intervento medico chirurgico non invasivo, il cerotto si aggancia al tessuto grazie al suo spessore ultrasottile che consente di sfruttare forze intermolecolari che ne facilitano l’adesione.

Una volta avvenuta l’adesione, il cerotto è in grado di resistere all’interno del corpo umano per 90 giorni circa, dando l’effetto terapeutico solo sul tessuto danneggiato. Una volta esaurita la sua azione, i polimeri usati sono in grado di riassorbirsi nel lungo termine e anche le particelle piezoelettriche possono essere degradate in componenti riassorbibili.

Leonardo Ricotti, docente dell’Istituto di biorobotica, ha commentato: “E’ un primo passo verso lo sviluppo di materiali intelligenti che consentono, grazie ai loro stimoli, di rigenerare i tessuti. Nei prossimi mesi cercheremo di sviluppare dei sistemi in 3D combinandoli con altri stimoli fisici, come gli ultrasuoni, per aumentarne il potenziale terapeutico”.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Le lesioni cartilaginee sono piuttosto fastidiose e invalidanti, pertanto penso che la scoperta di questo microcerotto possa essere davvero molto utile, soprattutto nei casi lievi e moderati che non necessitano di interventi chirurgici. Con questo microcerotto infatti il problema della cartilagine danneggiata potrebbe essere risolto in modo semplice, senza dover ricorrere ad interventi invasivi.

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Commenti
Antonio Cassisi
Antonio Cassisi

07 maggio 2020 - 19:54:12

Essendo un medico vorrei approfondire meglio questa metodica che mi sembra alquanto interessante.

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