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Ricercatori italiani scoprono un ceppo di batteri che blocca lo sviluppo del tumore al colon-retto

Una ricerca sostenuta dalla Fondazione AIRC pubblicata su "Nature Microbiology", ha scoperto la presenza di “batteri buoni” capaci di bloccare il proliferare delle cellule cancerogene del tumore al colon-retto.

Salute
Pubblicato il 6 febbraio 2020, alle ore 15:44

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Ricercatori italiani scoprono un ceppo di batteri che blocca lo sviluppo del tumore al colon-retto

Non di rado siamo soliti accostare i batteri a malattie di vario genere, ma così facendo dimentichiamo che non tutti i batteri sono necessariamente dannosi per la nostra salute: oltre ad esistere alcuni che sono utili, se ne aggiungono anche altri che possono addirittura funzionare da scudo contro i tumori.

A documentarne la presenza è stato uno studio pubblicato su Nature Microbiology, coordinato da Humanitas e sostenuto dalla Fondazione AIRC. In ragione di quanto presentato dai ricercatori, per arrivare a dimostrare la presenza di questi “batteri buoni” si è posto l’accento sull’importanza del microbiota intestinale, il cui corretto funzionamento è un presupposto necessario per il regolare funzionamento del tratto digerente.

Come spiegato da Maria Rescigno, Principal Investigator del Laboratorio di Immunologia delle mucose e Microbiota di Humanitas, oltre che docente della Humanitas University, dopo aver identificato dei batteri che promuovono la formazione dei tumori, i ricercatori sono ora stati in grado di trovarne altri che ne bloccano lo sviluppo.

Entrando più nel dettaglio, una volta analizzato il microbiota di alcuni pazienti che si trovavano in uno stadio di precoce sviluppo del tumore intestinale, si è scoperta anche la contemporanea assenza dei batteri Erysipelotrichaceae. Isolandoli in laboratorio, è stato possibile appurare che sono in grado di arrestare il proliferare delle cellule del cancro al colon-retto: in altre parole la loro mancanza diventa uno dei presupposti per diffondere una neoplasia che nel mondo occidentale rappresenta il 9,4% di tutti i tumori maschili e il 10,1% di quelli femminili.

A questo punto, per poter contrastare la diffusione di una forma molto pericolosa di tumore, rendendo più efficace l’attività di prevenzione, sarebbe opportuno verificare se nelle feci troviamo questo genere di batteri. Qualora non dovessero esserci, si potrebbe pensare di regolare il muco intestinale somministrando un probiotico personalizzato. Il che vuol dire che si potrebbe ideare un integratore alimentare che contenga il ceppo mancante, indispensabile per contrastare il rapido diffondersi della malattia.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - È chiaro che la scoperta dovrà essere ulteriormente approfondita, identificando magari come l’alimentazione influenzi la sopravvivenza di questi batteri all’interno dell’intestino. In secondo luogo bisognerebbe capire se esistono delle persone con delle predisposizioni ad averne un numero differente rispetto alla norma. A quel punto potremo saperne di più e avremo l'occasione per agire di conseguenza.

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