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Ricercatori italiani scoprono quale proteina è responsabile della crescita dei tumori

Responsabile della crescita dei tumori è la proteina Mical2. A scoprirlo sono stati i ricercatori dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che contano di neutralizzarla per bloccare l’azione delle cellule cancerogene.

Salute
Pubblicato il 20 giugno 2019, alle ore 15:02

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Ricercatori italiani scoprono quale proteina è responsabile della crescita dei tumori

La lotta ai tumori continua costantemente a fornire dei risultati molto incoraggianti. L’ultimo di questi passi in avanti è stato raggiunto dai ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, affidati alla guida della biologa molecolare Debora Angeloni.

I risultati delle loro ricerche apparse su Biochimica et Biophysica Acta – Molecular Basis of Disease, hanno individuato la presenza di una proteina comune a molti dei tumori più diffusi e aggressivi. Quest’ultima, denominata Mical2, è responsabile della crescita della massa tumorale, che come un parassita inizia a colonizzare il corpo del paziente malato.

Nello specifico, questa componente si attiva nel momento stesso in cui le cellule cancerogene solide emettono un segnale chiamato Vegf. Grazie a questo input, vengono attirati a sé i tessuti che rivestono la parte interna dei vasi sanguigni chiamata endotelio, utilizzandoli per nutrire e far crescere il tumore. Il dirottamento di queste risorse, oltre a depredare i vasi sanguigni, li allunga e li deforma in ragione di quelle che sono le esigenze della massa cancerogena.

In altre parole, così come spiegato dalla dottoressa Angeloni, “bloccare l’azione della proteina Mical2 significa bloccare lo sviluppo dei vasi sanguigni che portano alle cellule tumorali ossigeno e nutrienti”. Sino ad oggi le proteine Mical erano conosciute solo per le loro funzioni svolte all’interno dello citoscheletro, dove garantiscono alle cellule di interagire tra di loro, ma anche di muoversi oppure di aderire ad una superficie.

Ora però che si è venuti a conoscenza di questa ulteriore peculiarità, si renderà opportuno trovare una valida contromossa, tale da bloccare il funzionamento di una proteina potenzialmente in grado di allearsi con il tumore. Questa strada inedita aprirà quindi un nuovo filone di ricerche, dal quale si spera di poter fornire una valida risposta a tutti coloro che sono attivamente impegnati nella lotta contro i tumori.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Tutte le ricerche sui tumori convergono su un punto in comune: questa malattia agisce in maniera ingannevole, subdola e predatoria. Sulla base di questa considerazione, è necessario intervenire su tutti gli elementi sfruttati dalla massa cancerogena per ingrandirsi. Detto in altre parole, se non si riesce a bloccarla, bisogna intervenire su tutto ciò che la genera facendola crescere a dismisura.

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