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Pur calando, gli anticorpi proteggono anche 6 mesi dopo la vaccinazione

A sostenerlo è una ricerca tutta italiana condotta su 2.179 operatori dell’Ospedale Niguarda di Milano che avevano terminato il ciclo vaccinale tra gennaio e febbraio 2021. I risultati confermano l’efficacia del vaccino nella guerra al Covid.

Salute
Pubblicato il 30 settembre 2021, alle ore 13:11

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Pur calando, gli anticorpi proteggono anche 6 mesi dopo la vaccinazione

A distanza di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale, gli anticorpi seppur evidenziando un calo fisiologico, continuano a proteggere efficacemente contro il Covid. A sancirlo è lo studio denominato Renaissance, condotto su 2.179 operatori sanitari dell’ospedale Niguarda che tra gennaio e febbraio 2021 avevano completato il ciclo vaccinale con Pfizer/BioNTech.

L’aspetto più rincuorante dell’analisi che ha visto come protagonista il personale della struttura sanitaria meneghina, è legata al fatto che solo lo 0,4% dei vaccinati ha contratto il virus, e tra costoro, il 90% in modo asintomatico. Come poi aggiunto da Francesco Scaglione, direttore del Laboratorio di analisi chimiche e microbiologia del Niguarda, gli studi sierologici eseguiti sul campione di riferimento hanno permesso di rilevare che sia a distanza di 14 giorni che di 3 mesi dalla vaccinazione, il 99% dei vaccinati ha sviluppato la risposta immunitaria. 

La protezione ha poi continuato a sussistere anche a distanza di 6 mesi, seppur in misura meno consistente. Ad ogni modo, la curva di riduzione si è rivelata più accentuata nei primi tre mesi. In altre parole il calo è stato più netto nel primo trimestre, mentre nei successivi tre mesi è stato meno drastico.

Più nello specifico, a 6 mesi dalla vaccinazione, l’86% del campione analizzato poteva far affidamento su di un titolo anticorpale inferiore a 1.000 Bau (Binging Antibody Unit, l’unità standard di misura dei livelli di anticorpi), il 6% di un titolo compreso tra 1.000 e 1.500, un 3% tra 1.500 e 2.000 ed infine un 4% con un titolo superiore a 2.000 Bau. Solo nell’1% dei casi non è stata individuata una risposta degna di nota.

Come evidenziato da Scaglione, tenendo conto del fatto che il 51% delle persone analizzate aveva alle spalle una storia di Covid-19 prima della vaccinazione, mentre il 45% non era stato infettato, dopo la conclusione del ciclo vaccinale soltanto 10 operatori sanitari hanno contratto il virus. Tra questi ultimi, 9 su 10 si sono ammalati in maniera asintomatica o paucisintomatica. Soltanto in un caso l’infezione si è sviluppata in maniera sintomatica, colpendo un soggetto considerato fragile che non aveva inizialmente risposto alla vaccinazione.

C’è quindi da concludere che anche a fronte di un calo degli anticorpi, la risposta immunitaria è in grado di limitare la pericolosità del virus. Di conseguenza, per chi ha analizzato i dati del campione è logico concludere che “i risultati dello studio ci stimolano ad approfondire ancora di più la dinamica della risposta immunitaria e ci confermano come la migliore arma contro la diffusione del virus sia la più ampia vaccinazione possibile”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - C’è ancora grande scetticismo sull’efficacia dei vaccini, ma con il tempo, gli studi e le analisi, la comunità scientifica avrà tra le mani molti dati da cui poter trarre le dovute conclusioni. Questa ricerca ci dice che siamo sulla buona strada: la vaccinazione sta dando i propri frutti, ciononostante non si può cantar vittoria, anzi, prima di poter vedere la luce in fondo al tunnel, bisognerà stringere i denti ancora a lungo.

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