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Progettato un dispositivo in grado di traduce i pensieri in parole

Un gruppo di ricercatori sta lavorando ad un dispositivo tecnologico in grado di interpretare i messaggi che arrivano dal cervello e tradurlo in parole.

Salute
Pubblicato il 31 gennaio 2019, alle ore 08:57

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Progettato un dispositivo in grado di traduce i pensieri in parole

La tecnologia sta facendo passi in avanti in ogni ambito. Recentemente è stato progettato un dispositivo capace di interpretare il pensiero delle persone e tradurlo in parole. È il primo caso nella storia. Il dispositivo, una volta perfezionato, permetterà di aiutare in campo medico tante persone che a causa di una patologia non possono esprimersi verbalmente.  

Il progetto è stato ideato da un gruppo di ricercatori del Mind Brain Behaviour Institute all’Università Columbia di New York, in collaborazione con l’Istituto Feinstein per la ricerca medica e la Scuola di Medicina Hofstra Northwell. A coordinare il progetto è il professor Nima Mesgarani, docente del Dipartimento di Ingegneria Elettronica a New York. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports.

Lo studio

Gli scienziati che lavorano al progetto hanno tratto ispirazione dal cosiddetto “vocoder”, un algoritmo usato in informatica capace di sintetizzare la voce dell’uomo una volta ascoltata. Il prof. Mesgarani aggiunge, per far comprendere il concept del progetto, che la tecnologia utilizzata è simile a quella di Amazon Echo e Apple Siri.

Il loro obiettivo, però, era ottenere un dispositivo che potesse leggere il pensiero delle persone attraverso i segnali che arrivano dal cervello. Immagini e suoni, infatti, sono tradotti dal cervello per poi essere compresi. Questo dispositivo, ha quindi il compito di elaborare e tradurre in voce quanto trasmesso dal cervello.

Per effettuare lo studio, gli studiosi hanno chiesto a pazienti affetti da epilessia di ascoltare alcune frasi mentre loro registravano l’attività prodotta dal cervello. Successivamente, hanno chiesto loro di ascoltare una voce mentre ripetevano una sequenza di numeri. I segnali giunti al vocoder sono stati trasmessi al dispositivo progettato che ha ripetuto, con voce robotica, la sequenza di numeri richiesta. Questa sequenza è stata riconosciuta in modo chiaro e corretto dal 75% dei pazienti sottoposti all’esperienza.

Il dispositivo è ancora allo stato sperimentale ed è in grado di riprodurre semplici sequenze di numeri. L’obiettivo del team è quello di riuscire a riprodurre frasi semplici e complesse in grado di aiutare chi, a seguito di patologie che compromettono l’uso della parola, non è in grado di comunicare.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Trovo questa notizia davvero interessante e meravigliosa. Ancora una volta la prova che la ricerca, la volontà di tanti ricercatori e la tecnologia sono al servizio del bene e della nostra salute. Mi auguro che il progetto sia ultimato e perfezionato in tempi brevi. Molte persone potranno comunicare come un tempo.

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