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Roma

Primo trapianto facciale realizzato in Italia: donna 49enne riceve volta da una 21enne

All'Ospedale Sant'Andrea di Roma è avvenuto il primo trapianto di faccia: la donna sottoposta all'intervento è affetta da neurofibromatosi, la donatrice è una ragazza di 21 anni.

Salute
Pubblicato il 23 settembre 2018, alle ore 09:29

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Primo trapianto facciale realizzato in Italia: donna 49enne riceve volta da una 21enne

Il primo trapianto di faccia realizzato in Italia è avvenuto all’Ospedale Sant’Andrea di Roma. La paziente è una 49enne affetta da neurofibromatosi di tipo I, ovvero una malattia genetica neurocutanea che si caratterizza per la presenza di macchie.

La donatrice è una 21enne, a cui il prelievo è avvenuto precedentemente. A comunicare la lieta notizia è il Centro Nazionale Trapianti.

Primo trapianto in Italia

Interventi come questo sono pochi al mondo, e in Italia è il primo. L’intervento è durato moltissime ore, e come si legge in una nota pubblicata dalla Regione Lazio, è un intervento senza precedenti in Italia. “Al tavolo operatorio dell’azienda ospedaliero-universitaria romana l’équipe chirurgica sta eseguendo un eccezionale intervento di trapianto allogenico facciale che darà un volto nuovo a una paziente sfigurata da una malattia neurodegenerativa congenita”.

Il trapianto è stato reso possibile, anche grazie alla partecipazione di una équipe specialistica di Zurigo. Il prelievo multiorgano è stato effettuato dopo la morte celebrale di una giovane 21enne, vittima di un incidente stradale. La regione Lazio specifica: “Il Protocollo è altamente sperimentale, ed è realizzato sotto la guida del Centro Nazionale Trapianti”.

Era da circa tre anni che l’ospedale Sant’Andrea aveva consegnato al ministero della Salute il progetto di trapianto multitessuto, che d’altronde era stato approvato. Però, fino ad ora non era era stato possibile realizzarlo in quanto non vi erano donatori. L’operazione chirurgica ricostruttiva, con procedura “life-improving”, offre ai pazienti con difetti nella morfologia del viso una soluzione alternativa, laddove la chirurgia e tecniche tradizionali non garantiscono risultati estetici e funzionali soddisfacenti.

La procedura ha come obiettivo primario quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti e rendere favorevole il reinserimento sociale, quando attacchi di morsi di animale, ustioni o traumi, neoplasie, malattie degenerative hanno provocato menomazioni facciali.

Lunedì 24 Settembre, l’equipè che ha effettuato il prelievo del tessuto dal donatore deceduto e il trapianto effettuato – dirette dal professor Fabio Santanelli – terranno una conferenza stampa, per spiegare la procedura effettuata e i risultati del trapianto.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Un trapianto senza precedenti che può davvero cambiare il mondo della medicina e chirurgia, oltre a cambiare la vita di chi riceverà tale trapianto. I genitori della giovane 21enne hanno compiuto un gesto di altruismo che potrà "salvare" altre persone. Gesti come questo sono da apprezzare e da imitare ogni giorno.

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