Le autorità hanno confermato che un uomo di 65 anni è morto in Germania per complicazioni (insufficienza d’organo) da sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers). La Mers è causata da un virus, del tipo coronavirus (lo stesso genere di virus a cui appartiene la Sars), molto aggressivo, evidenziato per la prima volta nel 2012 in Arabia Saudita. La malattia si manifesta solitamente con febbre, tosse e difficoltà respiratorie. L’uomo in questione sarebbe la prima vittima del virus in Europa e sarebbe stato infettato a febbraio durante una vacanza ad Abu Dhabi. La notizia preoccupa molto gli europei.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), attraverso una serie di dati, mostra che i decessi correlati a questo virus letale sono stati ben 19 e il numero dei contagi è salito a 154 (di cui 17 dichiarati guariti). La direttrice del laboratorio di Microbiologica clinica, virologia e bio-emergenza dell’Ospedale Sacco di Milano ha dichiarato: “A così tante settimane dal contagio, il decesso del paziente tedesco potrebbe essere l’esito di complicanze che si erano già verificate in febbraio, molto probabilmente di natura respiratoria, che a loro volta sono la causa di ulteriori complicanze. Inoltre, potrebbe trattarsi di un soggetto non perfettamente immunocompetente, ovvero dalle insufficienti risorse immunologiche, ed escludendo la possibilità di precarie condizioni ospedaliere”. E ha aggiunto “Attenzione perché abbiamo a che fare con una malattia a contagio aereo e ciò la rende più temile di Ebola, facilmente circoscrivibile in aree geografiche”.
Per il momento il Paese più colpito dal virus è la Corea del Sud, dove oltre 2300 persone sono state messe in quarantena e quasi 1.900 scuole coreane sono state chiuse a causa dell’epidemia. Proprio in Corea, due ospedali stanno sperimentando una nuova terapia a base di plasma di persone guarite. Si tratta di un’immunizzazione passiva attraverso l’inoculamento nei pazienti di plasma con anticorpi sviluppati da altri soggetti. Per ora possiamo dire però che non esiste ancora un vaccino o una terapia funzionante e che il tasso di mortalità è del 36 per cento.
Per tenere sotto controllo la situazione si dovrebbe agire sin da subito attraverso controlli seri in aeroporto per chi proviene da Paesi come l’Arabia Saudita, la Cina e la Corea.