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Polmonite nel bresciano: cause ricercate nell’acqua

Sintomi di polmonite per oltre 150 persone, 2 morti. L'Agenzia di Tutela della Salute di Brescia sta verificando se il batterio è presente nell'acqua e indica alcune norme da seguire

Salute
Pubblicato il 9 settembre 2018, alle ore 17:34

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Polmonite nel bresciano: cause ricercate nell’acqua

Nella zona tra Montichiari e Calvisano, nel bresciano, sono stati registrati più di 150 casi di polmonite, tra questi 2 si sono conclusi in maniera drammatica. Ora l’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia sta indagando per capire come mai una così alta concentrazione di casi di epidemia nello stesso territorio. Da qui il dubbio che la causa sia un batterio presente nell’acqua. 

Le due persone decedute sono della provincia di Brescia, un uomo di 85 anni di Carpenedolo e una donna di 69 anni di Mezzane di Calvisano. I loro corpi saranno sottoposti ad autopsia per accertamenti al fine di chiarire le cause della morte e se sono collegabili ai casi di polmonite della Bassa Bresciana Orientale. Ben 121 persone della zona si sono recate al Pronto Soccorso più vicino accusando sintomi di polmonite, ma pare che i casi siano più di 150.

Le indagini

Coinvolta nella ricerca delle cause, Ats di Brescia sta effettuando le analisi sugli acquedotti temendo che l’epidemia sia dovuta ad un batterio presente nell’acqua. Ieri pomeriggio, a Brescia, si è tenuto un vertice tra l’Ats e i responsabili degli acquedotti della Bassa bresciana per considerare il collegamento possibile tra i casi riscontarti di polmonite e la possibile presenza del batterio nell’acqua.

L’assessore al Welfare per la Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha rassicurato che “Il personale di vigilanza del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e del Laboratorio di Sanità Pubblica di ATS Brescia è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati”. Specificando anche che “i tecnici dell’Igiene stanno realizzando campionamenti delle acque potabili mentre il Laboratorio ha in corso analisi specifiche i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni“.

Norme preventive

In attesa dei primi risultati Ats ha inviato una nota con alcune norme da seguire ai sindaci dei comuni coinvolti. Alla popolazione viene chiesto di sostituire i filtri dei rubinetti o almeno di lavarli con anticalcare, di far scorrere acqua calda e poi fredda prima di utilizzarla, di allontanarsi dal rubinetto dopo l’apertura e di aprire le finestre. Tra i suggerimenti: portare la temperatura dell’acqua a 70-80°C per almeno tre giorni consecutivi assicurando poi il deflusso dell’acqua da tutti i punti di erogazione per un minio di 30 minuti al giorno. 

Dalla Regione Lombardia arriva l’invito a svolgere le attività con normalità perché “non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Lasciar scorrere l'acqua può sembrare uno spreco, eppure è la prima cosa da fare prima di utilizzarla in casi come questo, soprattutto quando un erogatore viene utilizzato raramente. Penso sia una scelta di precauzione quella di dare delle norme prima ancora di conoscere la causa del problema, utili comunque e sempre nella vita. Probabilmente però, Ats ha le idee già chiare.

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