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Policlinico Gemelli, cuore artificiale wireless impiantato su due pazienti

Primi pazienti con un cuore artificiale “wireless”, funziona senza cavi e senza batterie esterne. Il cardiologo Massimo Massetti del Policlinico Gemelli ha partecipato all'intervento.

Salute
Pubblicato il 18 febbraio 2019, alle ore 15:38

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Policlinico Gemelli, cuore artificiale wireless impiantato su due pazienti

Per la prima volta nella storia della medicina è stato impiantato un cuore artificiale wireless, ovvero privo di cavi e batterie esterne.

L’intervento è stato eseguito in Kazakistan su due pazienti di 51 e 24 anni; entrambi soffrivano per una insufficienza cardiaca terminale e l’impianto era necessario. Il primo paziente, in poche settimane, è tornato alla vita normale. 

Il cuore artificiale wireless

Massimo Massetti, direttore dell’Area cardiologica del Policlinico Gemelli e ordinario di cardiochirurgia all’Università Cattolica, ha partecipato all’intervento assieme a un’equipe internazionale. Il professor Massetti ha spiegato: “La tecnologia associa l’impianto di un dispositivo intratoracico di assistenza cardiocircolatoria meccanica (VAD), già in uso da anni e nel nostro arsenale terapeutico e un sistema di trasmissione trans-toracica dell’energia elettrica”.

Quest’ultima tecnologia permette di ricaricare il cuore in un paio d’ore, usando la tecnologia wireless. In questo modo il paziente è libero di muoversi ma soprattutto, poiché indossato con una cintura si riduce il rischio d’infezione possibili nei sistemi via cavo. Oltre al Professor Massimo Massetti, l’equipe medica era formata dal Professor Yury Pya di Astana (Kazakistan) e Ivan Netuka di Praga (Repubblica Ceca). 

L’obiettivo del gruppo di ricercatori internazionali che hanno lavorato a questo progetto denominato “Fivad”, era l’impianto nei pazienti. Prima di arrivare a questo punto, però, l’equipe aveva eseguito delle prove in vitro e successivamente la sperimentazione sugli animali; una volta verificata l’efficacia e la sicurezza del dispositivo, i medici hanno eseguito l’impianto sulle persone umane. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica americana Journal of Heart and LungTransplantation.

L’autonomia stimata per questo cuore artificiale è di circa otto ore; si presume che tra qualche mese possa essere utilizzato anche in Italia.  

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sono sempre interessanti queste notizie che riferiscono i cammini della ricerca scientifica. Penso che poter "dar vita" alle persone mettendo in atto le proprie intuizioni e conoscenze sia una cosa molto buona. Orgogliosa che all'interno dell'equipe ci sia un italiano, mi dispiace che la ricerca costi e che spesso siano date occasioni solo fuori casa.

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