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Pesticidi e inquinanti aumentano il rischio di celiachia

Secondo una recente ricerca della NYU Grossman School of Medicine, esiste una relazione tra diagnosi di celiachia ed esposizione a pesticidi e inquinanti.

Salute
Pubblicato il 15 maggio 2020, alle ore 21:43

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Pesticidi e inquinanti aumentano il rischio di celiachia

La celiachia, che nel nostro Paese colpisce 400-600 mila soggetti (una persona ogni 100-150 abitanti), è un‘intolleranza permanente al glutine, una proteina collante. Al consumo di cereali contenenti glutine, come il frumento, la segale, il farro e l’orzo, l’intestino tenue si infiamma per via della distruzione dei villi intestinali, fondamentali per l’assorbimento dei nutrienti.

Secondo un recente studio osservazionale, pubblicato su Environmental Research e condotto da un team di ricercatori della NYU Grossman School of Medicine, esiste un legame tra la celiachia e gli inquinanti chimici a cui ogni giorno siamo esposti. Per giungere a questa importante conclusione i ricercatori hanno esaminato i livelli di sostanze tossiche presenti nel sangue di 30 bambini e giovani adulti, con età compresa tra i 3 e i 21 anni, i quali avevano di recente ricevuto la diagnosi di celiachia presso l’Ospedale pediatrico Langone Hassenfeld di New York.

I risultati sono stati confrontati con quelli di altri 60 ragazzi di età, etnia e genere simili. Gli scienziati si sono così accorti che alti livelli di sostanze chimiche tossiche nel circolo ematico corrispondono a un rischio superiore di celiachia. In particolare, il rischio è risultato raddoppiato negli individui con concentrazioni sieriche più elevate del pesticida diclorodifenildicloroetilene (DDE).

Ma non finisce qui. Infatti i ricercatori hanno individuato anche differenze tra i due sessi: per il sesso femminile, che rappresenta la maggior parte dei casi di celiachia, esporsi a pesticidi equivale ad un rischio aumentato di ben otto volte di sviluppare la malattia. E ancora, le ragazze con alti livelli sierici di Sostanze Perfluoroalchiliche (PFAS), che si trovano in alcune padelle antiaderenti, avevano da cinque a nove volte più probabilità di essere celiache.

Jeremiah Levine, gastroenterologo pediatrico e ricercatore senior dello studio, ha commentato: “Il nostro studio stabilisce il primo legame misurabile tra esposizione ambientale a sostanze chimiche tossiche e celiachia. Questi risultati sollevano anche la questione se esistano potenziali collegamenti tra questi prodotti chimici e altre malattie autoimmuni intestinali, tutto questo merita un attento monitoraggio e ulteriori studi”.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Poiché finora è stata dimostrata solo le componente genetica della celiachia, penso che questa ricerca sia davvero molto curiosa ed interessante, dal momento che rivolge la sua attenzione anche ai fattori ambientali, in particolare ai pesticidi e agli inquinanti. Ritengo quindi che questa ricerca meriti ulteriori approfondimenti da parte della scienza.

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