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Pelle umana creata in laboratorio a partire da cellule staminali

Un team di ricercatori dell'Harvard Medical School di Boston ha realizzato in laboratorio, partendo da cellule staminali pluripotenti umane, tessuto cutaneo a più strati con follicoli piliferi, ghiandole sebacee e circuiti neuronali.

Salute
Pubblicato il 10 giugno 2020, alle ore 16:33

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Pelle umana creata in laboratorio a partire da cellule staminali

La cutepelle è un organo molto importante del nostro corpo, che rappresenta il rivestimento esterno dell’essere umano. Il corpo umano ha una superficie compresa tra 1,5 e 2 m circa. Se si considera uno spessore medio degli strati superficiali di 2-3 mm, il peso totale della pelle è di circa 10 Kg. Dal momento che ci protegge dalle infezioni, dalla disidratazione e ci permette di percepire stimoli come il calore o la pressione, è fondamentale favorire la rinnovazione della pelle nel corso della nostra vita.

Come riportato dalla rivista Nature, un gruppo di ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), coordinati da Karl Koehler, è stato capace di realizzare in laboratorio, partendo da cellule staminali pluripotenti umane (cellule in stato embrionale in grado di “trasformarsi” in tutte le cellule che compongono il corpo umano), tessuto cutaneo a più strati con follicoli piliferi, ghiandole sebacee e circuiti neuronali.

Si tratta di un risultato importante nel campo della chirurgia ricostruttiva, se si considera che la pelle è un organo complesso, coinvolto in diversi processi: dalla regolazione della temperatura alla ritenzione di liquidi corporei, al rilevamento di tatto e dolore. Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno prodotto questa pelle in laboratorio, dopo 4-5 mesi di incubazione.

Dopo questi mesi di incubazione, i ricercatori hanno osservato lo sviluppo di un organoide cutaneo, simile ad una cisti, costituito da epidermide stratificata ricca di follicoli piliferi pigmentati dotati anche di ghiandole sebacee e circuiti nervosi. Queste cellule sono state poi impiantate sulla schiena di alcuni roditori immuno-depressi, osservando che nel 55% degli innesti sono cresciuti peli umani con una lunghezza variabile tra i 2 e i 5 millimetri, tutti e tre gli strati dell’epidermide umana e persino delle terminazioni nervose.

Leo Wang e George Cotsarelis, dell’University of Pennsylvania, riguardo questo studio hanno commentato: “Il lavoro è molto promettente dal punto di vista della traduzione nella pratica clinica, e siamo fiduciosi che la ricerca alla fine vedrà realizzata questa promessa”.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Personalmente penso che questo studio sia molto interessante e possa essere molto utile per applicazioni nel campo della chirurgia estetica e ricostruttiva. Questo tipo di pelle realizzata in laboratorio potrebbe essere utilizzata, una volta accertata la fattibilità della pratica clinica, sui pazienti con gravi ustioni o con malattie della pelle.

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