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Omega 3: una ricerca ne smentisce i benefici cardiovascolari

A differenza di quanto si possa credere, uno studio promosso dalla Cochrane collaboration ha di fatto smentito l’utilità degli Omega 3. Questi acidi grassi non offrirebbero alcuna protezione da infarti e ictus.

Salute
Pubblicato il 27 luglio 2018, alle ore 16:27

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Omega 3: una ricerca ne smentisce i benefici cardiovascolari

Fino ad oggi la scienza ci aveva portato a ritenere che gli Omega 3 fossero un valido alleato nella prevenzione a problemi cardiovascolari come infarti e ictus. Ora una nuova ricerca smentisce questo assunto, diventato nel frattempo di dominio pubblico.

Il dietrofront scientifico arriva direttamente dai risultati presentati da uno studio condotto dalla Cochrane Collaboration. L’ente – nato come iniziativa no-profit volta a diffondere in maniera obiettiva le informazioni riguardanti l’efficacia e la sicurezza dei trattamenti sanitari – ha categoricamente smentito le convinzioni di tutti coloro che fino ad oggi erano stimolati a far uso di integratori a base di Omega 3.

Alcuni studi preliminari svolti a cavallo degli anni ’80 e ’90, erano giunti alla conclusione che queste sostanze fossero in grado di proteggere il cuore. A distanza però di quasi 30 anni, le certezze di allora crollano come un castello di carte. Secondo i ricercatori del Cochrane collaboration, i tanto decantati benefici cardiovascolari sarebbero minimi se non del tutto inesistenti.

Per arrivare a questa conclusione, l’équipe di ricercatori ha tenuto conto di 79 esperimenti, di cui 25 ritenuti altamente affidabili. Lo studio ha poi coinvolto un campione molto esteso che ha superato le 112mila persone. Parliamo in questo caso di uomini e donne provenienti dagli Stati Uniti, Canada, Europa, Asia e Australia.

Per poter dar vita allo studio, gli scienziati hanno chiesto ad una parte dei partecipanti di continuare con la loro dieta abituale, mentre l’altro gruppo per almeno un anno ha dovuto integrare il proprio regime alimentare con delle dosi supplementari di omega-3. Nella maggior parte dei casi si è trattato di ingerire degli integratori; solo ad una piccola parte è stato chiesto invece di assumere una più consistente quantità di pesci grassi, ricchi degli acidi in questione.

Come concluso dalla dottoressa Lee Hooper dell’Università di East Anglia, nonché prima autrice della ricerca, “possiamo essere fiduciosi dei risultati di questa revisione che vanno contro la credenza popolare che gli omega 3 proteggono il cuore. Questa ampia revisione sistematica ha incluso informazioni di molte migliaia di persone per lunghi periodi. Nonostante tutte queste informazioni, non vediamo effetti protettivi. La revisione fornisce una buona prova del fatto che l’assunzione di integratori di omega 3 non giova alla salute del cuore o riduce il rischio di ictus o morte per qualsiasi causa”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - A quanto pare dobbiamo introdurre i benefici degli Omega 3 nel novero delle credenze popolari. Studi non molto approfonditi di molti anni fa hanno avuto un effetto fuorviante. Per anni abbiamo ritenuto che questi acidi potessero ridurre se non contrastare i problemi di natura cardiovascolare. Oggi invece, alla luce delle nuove ricerche, dobbiamo necessariamente ricrederci.

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Commenti
Rita Serretiello
Rita Serretiello

31 luglio 2018 - 10:13:16

Ho un'obiezione da fare: diciamo che l'America intera non è conosciuta come il continente con la cucina più salutare ma per l'obesità dilagante, credo che sarebbero più affidabili risultati di esperimenti effettuati in Europa poichè se l'azione protettiva è anche minima, se mangi schifezze dalla mattina alla sera i risultati si azzerano...

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