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Nuovo studio USA: il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia può proteggere dal Covid

In attesa di un vero e proprio vaccino anti-Covid, alcuni ricercatori della Georgia hanno scoperto che il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia offre già di per sé un ampio e sorprendente livello di protezione contro il Coronavirus.

Salute
Pubblicato il 23 novembre 2020, alle ore 10:59

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Nuovo studio USA: il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia può proteggere dal Covid

Il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia (Mmr) ha dimostrato la propria efficacia anche contro il Covid-19. A sostenerlo è Jeffrey E. Gold, presidente dell’Organizzazione Mondiale di Watkinsville, in Georgia, nonché autore principale di un interessante studio pubblicato sulla rivista scientifica mBio.

Come esposto dal numero uno di questo ente statunitense che ha a cuore la tutela dell’ambiente e degli animali, ad interessare gli studiosi è stato il basso livello di contagi tra i bambini. Se a livello teorico ci si poteva aspettare che fossero proprio loro i più esposti alla malattia, l’esperienza degli ultimi mesi ha smentito le premesse che si potevano formulare alla vigilia della pandemia.

Dal suo punto di vista, esiste una correlazione inversa tra livelli di anticorpi della parotite e gravità dei sintomi del Covid-19 all’interno dei soggetti contagiati di età inferiore ai 42 anni. In altre parole, maggiore è il numero degli anticorpi della parotite, minore è il rischio contagio così come il tasso di mortalità per Covid-19.

Per arrivare a tale conclusione, i ricercatori hanno analizzato un campione di 80 persone suddiviso in due gruppi distinti in ragione della loro precedente immunizzazione con il vaccino trivalente. Dalle loro osservazioni, si è potuto rilevare che la maggior parte dei bambini si dimostra molto più resistente al Coronavirus in quanto dispone di più alti livelli di anticorpi della parotite. Questa condizione sarebbe la naturale conseguenza della somministrazione del vaccino trivalente, prevista come da protocollo all’età di 12-15 mesi e poi ripetuta con un secondo richiamo tra i 4 e 6 anni.

Alla luce di questo primo studio che ha preso in esame la possibile relazione tra Covid-19 e un vaccino già in uso, lo stesso autore principale della ricerca invita ad approfondire il tema attraverso ulteriori esami e ricerche. Ciononostante in attesa dell’arrivo di un vaccino ad-hoc contro il Sars-Cov-2, per aumentare il livello immunologico ci tiene a ribadire che “sarebbe prudente vaccinare gli over 40 indipendentemente dal fatto che abbiano già titoli Mmr sierici elevati”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Solitamente i soggetti più deboli di fronte alle malattie sono i bambini e gli anziani, ma con il Covid-19 abbiamo appurato che questi ultimi sono stati colpiti molto più duramente dei primi. La spiegazione fornita da questo studio ha sicuramente una sua logica, che andrebbe approfondita, perché permetterebbe di scoprire quali sono i segreti di questa malattia e come bisognerebbe agire per bloccarla efficacemente.

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