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Negli USA il primo intervento di animazione sospesa

Negli USA, in particolare all'università del Maryland, i medici hanno adottato una tecnica rivoluzionaria: abbassare la temperatura corporea del paziente per avere più tempo di operare, mettendone in "pausa" i processi metabolici.

Salute
Pubblicato il 23 novembre 2019, alle ore 01:16

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Negli USA il primo intervento di animazione sospesa

Negli Stati Uniti si è aperta probabilmente una fase storica per la medicina, quasi al limite del fantascientifico. La rivista New Scientist ha annunciato che per la prima volta è stato operato un paziente con l’animazione sospesa. Questa tecnica permette un abbassamento della temperatura corporea, provocando un blocco momentaneo dei processi metabolici: ciò favorisce i chirurghi che hanno più tempo per operare.

Samuel Tisherman dell’università del Maryland ha spiegato che tale tecnica permette di sostituire, a cuore fermo, il sangue del paziente con una soluzione salina fredda, che simula l’ibernazione. L’operazione, ufficialmente definita conservazione e rianimazione di emergenza, verrà praticata in situazioni di emergenza, come su pazienti in arresto cardiaco o in traumi acuti che arriveranno al centro medico di Baltimora.

Come funziona l’emergency preservation and resuscitation

Epr (emergency preservation and resuscitation), come suddetto, a cuore fermo sostituisce il sangue del paziente con una soluzione salina fredda, che porta la temperatura corporea intorno ai 10-15 gradi. L’ibernazione momentanea del paziente permette il blocco dell’attività cellulare, diminuendo notevolmente la probabilità di danni ai tessuti. I chirurghi, dalla somministrazione della soluzione salina fredda, hanno due ore per terminare l’intervento, per poi reintrodurre nel corpo il sangue riscaldato.

Come comunicato da Samuel Tisherman su New Scientist, il programma ancora in fase di sperimentazione prevede una fase di confronto tra 20 persone con le stesse caratteristiche, di cui 10 persone operate in animazione sospesa e 10 persone con normale procedura. L’operazione non richiede il consenso del paziente, in quanto le probabili lesioni dei pazienti saranno fatali e quindi non esiste operazione alternativa: inoltre il programma è stato autorizzato dalla Food and Drug Administration, ente governativo degli Usa. 

Il ricercatore Tisherman si è interessato a questa tecnica in quanto degli studi sugli animali hanno dimostrato esiti positivi: “I maiali con un trauma acuto potevano essere raffreddati per 3 ore, ricuciti e rianimati”, ha spiegato, per poi aggiungere: “Abbiamo pensato che fosse tempo di portarla ai nostri pazienti. Ora che lo stiamo facendo stiamo imparando molte cose. Una volta provato che funziona potremo espandere la tecnica per aiutare a sopravvivere pazienti che altrimenti non ce la farebbero”.

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Cosa ne pensa l’autore
Ciro D'agostino

Ciro D'agostino - A primo impatto tale tecnica può sembrare assurda e al limite della fantascienza, ma se si leggono le parole dello studioso dove spiega gli studi già effettuati, tale pratica non sembra più così assurda e, anzi, può essere qualcosa che in futuro salverà molte persone in situazioni gravi su cui oggi non è possibile intervenire. Il ricercatore Tisherman si è interessato a questa tecnica in quanto degli studi sugli animali hanno dimostrato esiti positivi e, di conseguenza, ha fatto bene a portare avanti la relativa sperimentazione anche sugli esseri umani.

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