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Microplastiche trovate anche nelle feci umane

Una recente ricerca austriaca ha dimostrato che le microplastiche possono raggiungere l'intestino dell'uomo. La scoperta è testimoniata dalla presenza di tracce di microplastiche nelle feci umane.

Salute
Pubblicato il 25 ottobre 2018, alle ore 06:01

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Microplastiche trovate anche nelle feci umane

Tracce di microplastiche sono state scoperte negli esseri umani, in particolare nelle loro feci. La notizia non dovrebbe stupire più di tanto, visto che già in passato erano state trovate in pesci, cetacei e uccelli.

Le microplastiche altro non sono se non piccole particelle di materiale plastico, più piccole di un millimetro fino a livello micrometrico, che possono provenire da fonti diverse: cosmetica, abbigliamento e processi industriali. Queste particelle si formano staccandosi da pezzi più grandi di plastica, a causa di agenti atmosferici o processi come degradazione e usura.

La scoperta

La scoperta, pubblicata sulla rivista United European Gastroenterology Journal, è di un gruppo di ricercatori dell’Università di medicina di Vienna e dell’Agenzia dell’Ambiente austriaca. Questi hanno esaminato i campioni di feci forniti da volontari provenienti da Italia, Regno Unito, Russia, Giappone e altri paesi del mondo.

Mediamente sono state trovate 20 particelle di microplastica per ogni 10 grammi di feci. In particolare sono stati trovati ben nove tipi diversi di polimeri su dieci varietà testate. Le più comuni sono polipropilene e polietilene tereftalato.

I ricercatori sottolineano che i volontari, chiamati a registrare i cibi ingeriti nella settimana precedente l’indagine, non erano vegetariani e sei di loro mangiavano pesce con regolarità.

Philipp Schwabl, autore dello studio, ha dichiarato: “Si tratta del primo studio nel suo genere e conferma quel che sospettavamo da molto tempo: la plastica raggiunge il nostro intestino”.

Le microplastiche raggiungerebbero il nostro intestino attraverso le comuni bottiglie di acqua (il 90% delle bottiglie d’acqua contiene microplastiche) e a causa della plastica riversata in mare, che entra nella catena alimentare dei pesci.

Sebbene ancora non siano chiari gli effetti delle microplastiche sulla salute dell’uomo, i ricercatori suppongono che queste, a causa del loro accumulo, possano indebolire la risposta immunitaria dell’intestino, favorendo la diffusione di agenti patogeni e sostanze tossiche nell’organismo.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - I danni che la plastica provoca al nostro Pianeta sono da tempo ben noti. Penso però che i risultati di questa ricerca abbiano spostato l'attenzione anche sulla salute umana. Per compromettere il meno possibile la salute umana, è necessario continuare a ridurre l'uso di plastica e migliorare i processi di smaltimento.

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