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Microplastiche nelle bibite gassate e soft drink.

Il Salvagente, leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, presenta la ricerca sulle microplastiche contenute nelle bevande industriali. I risultati sono alquanto preoccupanti.

Salute
Pubblicato il 25 settembre 2018, alle ore 11:37

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Microplastiche nelle bibite gassate e soft drink.

Nel Codice Europeo contro il Cancro, redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, vi sono 12 comportamenti da assumere per ridurre il rischio di sviluppare tumori.

Fra questi c’è evitare il consumo di bevande zuccherate, sia di origine naturale come i succhi di frutta, che quelli di origine artificiale come molte bevande analcoliche o gassate. Il motivo è legato all’alta quantità di zucchero.

L’inchiesta sulle bibite

A completare il quadro di quanto queste bevande siano dannose alla salute ci pensa “Il Salvagente”, con un’inchiesta su una serie di bibite: dal tè alle cole; dalle gassose alle acque toniche. La ricerca, svolta su 18 bevande differenti, ha messo in luce la presenza di minuscole particelle di plastica.

Quest’ultime hanno dimensioni inferiori ai 5 millimetri, pertanto, sono invisibili a occhio nudo e insolubili in acqua. Tecnicamente per microplastica si intendono polimeri come: polietilene, polipropilene, polistirene, poliammide, polietilene tereftalato, polivinilcloruro, acrilico, polimetilacrilato. Queste componenti sono fortemente dannose per il nostro organismo; infatti posso interferire con il sistema endocrino, creare problemi sul feto nelle donne in gravidanza, produrre alterazioni genetiche o sviluppare tumori.

Il Salvagente ha commissionato le analisi ai laboratori del Gruppo Maurizi, nel quale sono state effettuate prove di fondo e di bianco per verificare eventuali contaminazioni anche da parte dell’aria circostante. Tali prove garantiscono risultati affidabili e i dati ottenuti confermano il legame tra inquinamento ambientale e catena alimentare.

La classifica

A questo punto è opportuno svelare la classifica dei prodotti incriminati.

Quella che ne contiene di più è la Seven Up (18,89 mpp/l), seguita da San Benedetto Gazzosa (15,75 mpp/l), Esselunga Gazzosa (15,33 mpp/l); Schweppes acqua tonica (14,60 mpp/l); Pepsi (13,00 mpp/l); Guizza aranciata (11,33 mpp/l); Guizza gazzosa (10,00 mpp/l); San Benedetto Thè Limone (7,33 mpp/l); Schweppes Cedrata (7,00 mpp/l); Coop Thè limone (6,67 mpp/l); Beltè Limone (6,22 mpp/l).

Più ridotte quelle presenti in Fanta (4,57 mpp/l), Coca Cola (3,50 mpp/l), Sprite (3,33 mpp/l), Esselunga Thè Limone (2,22 mpp/l), San Benedetto Aranciata (1,11 mpp/l), Thè Limone PAM (1,11 mpp/l), Freeway Lidl – The al limone (0,89 mpp/l)

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Cosa ne pensa l’autore
Andrea Ricco

Andrea Ricco - La plastica è presente in moltissimi prodotti non soltanto di origine alimentare. Ad esempio nella cosmetica è inserita volutamente, in alcuni prodotti, per creare determinati effetti. Non a caso, il ministro dell'Ambiente chiede di anticipare in Italia la direttiva sulla plastica monouso e assicura la conferma del divieto delle "microbeds" nei cosmetici. La plastica è presente nel Mediterraneo e l’elevata concentrazione di questa sostanza sta distruggendo e alterando significativamente habitat marini. La situazione non è da sottovalutare, tutt’altro. La domanda è solo una: “Quanto tempo ci vorrà per cambiare la situazione?

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