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L’OMS sugli schermi digitali: non sono adatti ai bambini sotto ai 2 anni di età

Stando alle nuove linee guida diffuse dall’OMS, i bambini al di sotto dei 2 anni di età dovrebbero tenersi a debita distanza dagli schermi di smartphone, tablet e qualsiasi altro dispositivo digitale.

Salute
Pubblicato il 3 maggio 2019, alle ore 12:55

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L’OMS sugli schermi digitali: non sono adatti ai bambini sotto ai 2 anni di età

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme: gli schermi digitali sono dannosi per i bambini al di sotto dei due anni di età. Chi decide di accontentarli dando loro in mano smartphone, tablet o altri dispositivi, compie un grave errore che mina il loro sviluppo fisico e mentale.

Parcheggiare i figli davanti ad uno schermo in cui vengono trasmessi video o cartoni animati, di fatto impedisce ai più piccoli di fare dei giochi più attivi, educativi, oltre che indispensabili per aumentare lo sviluppo cognitivo e la socializzazione. Non ci sarebbe quindi nulla di più sbagliato che dare un cellulare ad un bambino che piange al solo fine di calmarlo. Con il tempo il rischio è quello di creare dipendenza che aumenta la pigrizia e la sedentarietà.

Come ribadito dal pediatra Italo Farnetani, il fenomeno è sempre più dilagante e pertanto pericoloso. Sono ormai molti i bambini al di sotto dei 2 anni ad essere in grado di scorrere foto, cambiare schermate, far partire dei video e addirittura accendere e spegnere gli smartphone. Il medico sul punto ci tiene a precisare che “lo schermo non deve assolutamente mai essere una babysitter”.

Le linee guida dell’OMS prevedono delle forti restrizioni anche per i bambini al di sotto dei 5 anni di età. Per contrastare la sedentarietà e l’impigrimento cognitivo, non andrebbero esposti passivamente davanti ad uno schermo per più di un’ora al giorno.

Gli under 5 non dovrebbero quindi essere trasportati nel passeggino, ma stimolati per mezzo di una sana attività fisica. Nella fascia d’età compresa tra 1 e 4 anni, l’ideale sarebbe assicurare 180 minuti si attività di vario genere, necessario per combattere la sedentarietà a tutto vantaggio del coordinamento motorio. Per rendere tutto ciò possibile, è anche necessario rispettare i ritmi e la durata del sonno, che dalle 14-17 ore di un neonato, diminuiscono fino a raggiungere le 10-13 ore di un bambino di età compresa tra i 3 e 4 anni.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Oggi non ci si accontenta più di lasciare i bambini davanti alla tv. Il progresso ci ha consegnato anche gli smartphone e i tablet, che fin troppo presto mettiamo in mano ai nostri figli, nella speranza che possano divertirsi oppure calmarsi. Quando tutto ciò avviene, in verità non facciamo loro del bene, ma troviamo la soluzione più semplice e comoda che oltre ad accontentare i loro capricci, permette ai più grandi di dedicarsi ai propri interessi senza venire disturbati.

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