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Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe ripristinare molte epidemie

Se non si fa qualcosa a livello mondiale per frenare il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai questo potrebbe riportare in vita molte epidemie.

Salute
Pubblicato il 17 marzo 2014, alle ore 17:53

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Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe ripristinare molte epidemie

Se non verranno presi provvedimenti a livello mondiale per evitare lo scioglimento dei ghiacciai si avrà un effetto a catena disastroso.

Ecco una notizia allarmante arrivata qualche giorno fa, di cui però si parla già da qualche decennio. Lo scioglimento dei ghiacciai farà aumentare il livello dei mari di 5 mm ogni anno, i fiumi saranno in piena, aumenteranno le inondazioni e le precipitazioni, si ridurrà la disponibilità di acqua dolce, e centri urbani saranno pieni d’afa, e si diffonderanno molte delle epidemie tristemente note, come quelle di colera, di malaria e di vaiolo.

Il vaiolo è il pericolo più possibile. Il vaiolo è una malattia contagiosa di origine virale, che in oltre il 30% dei casi risulta fatale. Ufficialmente essa è stata dichiarata sradicata nel 1980 (l’ultimo caso accertato è del ’77). Ora, però, con lo scioglimento dei ghiacci, alcuni esperti lanciano l’allarme sul possibile sbrinamento di corpi infetti sepolti in Siberia. Questo significa che potrebbe iniziare un ciclo di infezione non appena qualcuno entrerà in contatto con i resti infetti, ridando così il via a una pandemia globale.

Per quanto riguarda invece la malaria, detta anche paludismo, essa è una malattia sempre di origine virale che viene trasmessa all’uomo dalle zanzare ed è molto frequente in regioni climatiche calde, come l’Africa, il Sud America e la parte meridionale del continente asiatico. Si manifesta invece molto raramente in regioni più fredde. La constatazione della progressiva diffusione, negli ultimi anni, della malattia sugli altopiani e in aree montuose ha portato molti scienziati della Emory University di Atlanta e dell’università olandese di Wageningen ad ipotizzare un aumento delle temperature in queste zone, che andrebbe a favorire la sopravvivenza di parassiti e zanzare e la conseguente trasmissione della malaria all’uomo.

Come sostengono Cornell Charles H. Greene, professore di scienze della terra e dell’atmosfera e Bruce C. Monger, senior research associate presso lo stesso servizio,   non bisogna trascurare lo scioglimento dei ghiacciai e pensare al fenomeno dei cambiamenti climatici nell’Artico, come un fenomeno a distanza con scarso effetto sulla nostra vita quotidiana, perchè, al contrario, ciò che accade nella regione artica modifica a distanza i nostri modelli meteorologici.

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